Se non hanno carattere temporalesco e non cade la grandine sono certamente positive le piogge che consentono di ripristinare la “scorta” di acqua necessaria a scongiurare la
siccità estiva dopo che nel 2006 sono piovuti in media in Italia solo 620,8 mm di acqua pari circa a quanto registrato nel 2003 (mm 619,6), un anno drammatico per la carenza idrica nei
campi, sulla base di dati forniti dall’UCEA. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’ondata di maltempo che sta attraversando l’Italia. Se la grandine è molto temuta dagli
imprenditori agricoli in questo momento per i danni irreversibili che potrebbe determinare alle colture, la caduta della pioggia per essere utile ad alimentare le riserve idriche deve avvenire
– precisa la Coldiretti – in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di aumentare i danni poiché i
terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento portando con sé la parte superficiale del terreno e favorendo frane e
smottamenti. Una preoccupazione – conclude la Coldiretti – che interessa tutte le regioni considerato che ben il 7,1 per cento del territorio nazionale, per un totale di oltre 21mila chilometri
quadrati, è considerato a rischio per frane e alluvioni.

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