Il livello idrometrico del fiume Po è salito di quasi due metri in un solo giorno mentre il lago di Garda a Peschiera e il lago Maggiore a Sesto Calende sono al massimo storico
per il periodo, a causa delle forti precipitazioni. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti che sottolinea come le piogge intense hanno provocato un innalzamento di laghi e
fiumi con il livello idrometrico del fiume Po che a Ponte della Becca è salito di 1,7 passando in un giorno da – 0,79 a 0,92 metri alle ore 8,00 del 7 febbraio.

La quantità di pioggia caduta dall’inizio dell’anno, che è raddoppiata rispetto alla media, ha mandato in tilt le campagne dove – sottolinea la Coldiretti – c’è
preoccupazione per il nuovo allarme meteo per i danni alle coltivazioni e le frane e smottamenti sul territorio.

L’Osservatorio agroclimatico dell’Ucea ha registrato nel mese di gennaio in Italia una precipitazione cumulata superiore dell’82,3 per cento rispetto alla media dello stesso mese nel
periodo 1971-2000. Una situazione che fa seguito peraltro – sottolinea la Coldiretti – ad un dicembre 2008 che ha mostrato una tendenza analoga con le precipitazioni che sono
state superiori del 92,3 per cento rispetto alla media dello stesso mese, con i valori piu’ elevati che si erano registrati al centro nord.

Il maltempo ha provocato gravi danni e disagi nelle campagne dove sono saltate le semine per il grano destinato alla pasta Made in Italy con un calo degli investimenti destinato a
superare, il 20 per cento rispetto allo scorso anno. La pioggia e la neve – sottolinea la Coldiretti – hanno reso inaccessibili i terreni per le normali lavorazioni e le necessarie
risemine.

Le precipitazioni temporalesche persistenti confermano la sempre piu’ elevata frequenza di eventi estremi che sono una espressione dei cambiamenti climatici in atto che – continua la
Coldiretti – mettono in pericolo la sicurezza del territorio nazionale, dove sette comuni italiani su dieci sono interessati dagli oltre 21mila chilometri quadrati di territorio
nazionale considerato a rischio per frane e alluvioni.

In Italia – sostiene la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione,
mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. Una situazione a cui non è certamente estraneo il fatto che – conclude la Coldiretti – dal 1982 al 2005 sono
scomparsi quasi 6 milioni di ettari di suolo agricolo e che secondo le stime dell’Anbi nell’arco di tempo 1990-2016, se il ritmo di cementificazione del territorio rimanesse inalterato,
si sara’ persa una Superficie Agricola Utilizzata pari al 17,5 per cento del territorio nazionale, vale a dire un’area superiore a quella delle regioni Sicilia e Sardegna

COMUNI A RISCHIO IDROGEOLOGICO IN ITALIA
Calabria: 100%
Umbria: 100%
Valle d’Aosta: 100%
Marche: 99%
Toscana: 98%
Lazio: 97%
Basilicata: 94%
Emilia R.: 89%
Molise: 89%
Piemonte: 87%
Campania: 86%
Liguria: 80%
Sicilia: 70%
Friuli V.:63%
Lombardia: 59%
Abruzzo: 58%
Trentino A.A.. 33%
Veneto: 28%
Puglia: 19%
Sardegna: 11%
TOTALE: 70%
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Ministero dell’ambiente