Maltempo: Coldiretti, sott’acqua 3 mila ettari di campi toscani coltivati

Maltempo: Coldiretti, sott’acqua 3 mila ettari di campi toscani coltivati

Almeno tremila ettari di campi coltivati soprattutto a cereali ed in particolare a grano duro sono stati sommersi dall’acqua nelle campagne toscane delle province di Pisa e Lucca per effetto
dello straripamento del fiume Serchio. E’ questo il primo bilancio tracciato dal monitoraggio della Coldiretti sui danni provocati dalla grave alluvione all’agricoltura in Toscana dove si
è recato il capo della protezione civile Guido Bertolaso. La situazione – sottolinea la Coldiretti – è stata aggravata dall’indebolimento degli argini dei fiumi dovuto alla
proliferazione di animali selvatici come le nutrie che scavano nei terreno riducendone la resistenza all’acqua.

Il monitoraggio sul territorio effettuato dalla Coldiretti nelle campagne toscane è stato accompagnato dal sostegno alle richieste di intervento delle aziende agricole in
difficoltà per effetto dell’allagamento dei campi. All’elevato rischio idrogeologico non è certamente estraneo il fatto che in dieci anni la superficie agricola utilizzata (Sau)
 in Toscana è diminuita – denuncia la Coldiretti – del 17 per cento (i 945mila ettari coltivati si sono ridotti ad appena 809mila) e quindi un’ area grande come l’intera provincia
di Livorno è stata sottratta alla coltivazione.

Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione e cementificazione spesso incontrollato non e’ stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle
acque ed è necessario intervenire, anche valorizzando l’opera dei Consorzi di bonifica, per invertire una tendenza che – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio la sicurezza
idrogeologica. Ad intervenire negativamente sono anche i cambiamenti climatici in atto che – precisa la Coldiretti – si manifestano c on una maggiore frequenza di eventi estremi con
precipitazioni violente e una modificazione della distribuzione delle piogge. I cambiamenti climatici insieme alla sottrazione delle aree coltivate rappresenta – continua la Coldiretti – un mix
micidiale che fa aumentare la fragilità dei territori ed impone una piu’ attenta politica della prevenzione.

Sette comuni su dieci sono considerati in Italia – conclude la Coldiretti – a forte propensione di frane e alluvioni ed in particolare ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a
rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità.

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