Dopo il crollo delle precipitazioni l’arrivo della pioggia e della neve sta portando un po’ di ossigeno a laghi e fiumi e in sole 48 ore sono saliti di diversi centimetri i livelli idrometrici
che, nel Lago di Como a Malgrate, sono già 40 centimetri al di sopra della media storica degli ultimi 50 anni, superata anche a Sesto Calende sul Lago Maggiore, mentre resta di 40
centimetri al di sotto il livello del Lago di Garda a Peschiera. E’ quanto emerge dall’ultimo monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia un trend che potrebbe contribuire a
scongiurare il rischio di siccità estiva dopo che in due giorni è anche salito di 4 centimetri il livello del Po al Ponte della Becca. Il maltempo con grandinate su alberi da
frutto, verdure e fiori, le serre scoperchiate dal forte vento e le gelate sulle colture, in una fase vegetativa avanzata, rischia tuttavia – sottolinea la Coldiretti – di aggravare le perdite
di mercato di circa 300 milioni di euro causate alle coltivazioni ortofrutticole dagli eventi estremi degli ultimi mesi con il caldo record che ha determinato la maturazione contemporanea di
verdure e ortaggi e un crollo a pochi centesimi delle quotazioni alla produzione e molta merce invenduta. Per questo l ‘arrivo della neve e della pioggia, dove non si sono avute manifestazioni
di carattere temporalesco con la grandine, è stato accolto certamente con favore dagli agricoltori perché consente di ripristinare la scorta di acqua necessaria a scongiurare la
siccità estiva dopo che nel 2006 sono piovuti in media in Italia solo 620,8 mm di acqua pari circa a quanto registrato nel 2003 (mm 619,6), un anno drammatico per la carenza idrica 
nei campi, sulla base di dati forniti dall’UCEA. Se la neve sciogliendosi lentamente è particolarmente efficace nel ristabilire l’umidità nei suoli, la caduta della pioggia per
essere utile ad alimentare le riserve idriche deve avvenire – precisa la Coldiretti – in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con
precipitazioni intense, rischiano di aumentare i danni poiché i terreni secchi non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento. E’
però la grandine ad essere molto temuta dagli imprenditori agricoli in questo momento per i danni irreversibili che potrebbe determinare alle verdure in campo aperto, ai cereali, alle
piante da frutto in fiore e alle strutture aziendali come le serre, sensibili anche alle forte ondate di vento. Ma a fare cadere gemme e fiori riducendo le produzioni delle piante da frutto
potrebbe essere anche il gelo. Dove sono presenti, sono già stati predisposti per l’azione gli impianti di irrigazione antibrina, abbastanza diffusi nei meleti e nei vigneti della Valle
dell’Adige, e aperte le reti antigrandine disponibili a macchia di leopardo nelle diverse regioni. Se la colonnina di mercurio rimarrà sotto lo zero per alcuni giorni a rischio sono
anche – continua la Coldiretti – verdure e ortaggi che sono maturati con settimane di anticipo e contemporaneamente: dai carciofi a tutte le insalate a pieno campo, lattughe, scarole, indivie,
ma anche cavolfiori, peperoni, broccoli, finocchi e pomodori. Gli effetti del cambiamento climatico – continua la Coldiretti – si fanno sentire nelle campagne con un aumento degli eventi
estremi, la riduzione della riserva idrica, l’aumento dell’erosione in zone collinari e alluvioni in pianura, anticipo di germogliamento per le piante coltivate, maggiore rischio per gelate
tardive, aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti, stress idrico delle piante. Si tratta di processi – afferma la Coldiretti – che rappresentano una nuova sfida
per l’impresa agricola che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Servono – conclude la
Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali del piano irriguo nazionale previsto dalla Finanziaria, campagne di
informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a
basso fabbisogno idrico e per sistemi di irrigazione a risparmio.

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