E’ emergenza per le campagne italiane. L’improvviso cambiamento del tempo di questi giorni, con il ritorno di freddo (soprattutto gelate al Centro-Nord), neve, pioggia e grandinate, sta
causando danni e disagi per gli agricoltori. Gravi le conseguenze per la frutta, gli ortaggi a campo aperto e per la floricoltura. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana
agricoltori allarmata per i riflessi negativi su un settore che già fa i conti con una perdurante crisi strutturale.
Le gelate (specialmente nelle ore notturne e della prima mattinata) e le grandinate, che hanno flagellato con violenza molte zone del Paese, hanno provocato pesanti effetti sui campi. Secondo
la Cia, a subire i danni maggiori è stato, comunque, il settore degli ortaggi che in questo periodo, soprattutto per il clima stranamente temperato degli ultimi mesi, sono abbondanti nei
campi (sono andate distrutte colture di cavolfiori, spinaci, insalate e carciofi). Anche molti alberi da frutta (mele, pere, susini, ciliegi, peschi, albicocchi), fioriti precocemente a causa
delle temperature elevate che hanno contraddistinto sia l’autunno che l’inverno, non sono stati risparmiati dal maltempo.
La pioggia, che si è abbattuta per ore e con grande intensità, ha provocato, dal canto suo, allagamenti nei terreni agricoli. Alcune aziende sono state invase dalle acque. Molti
sono stati gli smottamenti. Questo perchè -avverte la Cia- le precipitazioni piovose e nevose in autunno ed in inverno sono state rarissime (in alcune zone non si sono neppure
manifestate) e i terreni aridi non sono riusciti ad assorbire l’acqua. Mentre le forti folate hanno avuto conseguenze per le serre e le attrezzature aziendali.
La neve -sottolinea la Cia- ha praticamente reso impraticabili molte strade di campagna che conducono alle imprese agricole e ai territori rurali. Sono ancora una volta a forte rischio gli
approvvigionamenti (mangime e foraggio) per il bestiame, mentre si cominciano a verificare difficoltà nel trasporto del latte.
Queste precipitazioni, tuttavia, non allontanano affatto lo spettro della siccità. Ciò perchè -sostiene la Cia- a marzo, aprile e maggio, come rilevano gli stessi esperti,
l’evaporazione al suolo è abbastanza consistente e così i terreni non assorbiranno l’acqua necessaria e la siccità avrà così il sopravvento. E’ nel periodo
novembre-febbraio che si ricaricano le falde acquifere. Quest’anno, però, neve (soprattutto) e pioggia ci sono state con il contagocce.

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