Il livello del Po si è alzato di ben 1,7 metri in una settimana al Ponte della Becca dove confluisce il Ticino ma è in risalita in tutte le principali stazioni di rilevamento,
mentre solo il lago di Garda a Peschiera rimane 60 centimetri sotto la media storica che è stata invece raggiunta dai laghi Maggiore (Sesto Calende), Como (Melgrate) e da quello di Iseo
(Sarnico).

E’ quanto emerge dal monitoraggio effettuato dalla Coldiretti il 3 giugno per verificare gli effetti dell’ondata di maltempo sulla situazione idrica del Paese dove non sembra ancora scongiurato
il rischio della siccità estiva. L’ondata di maltempo che – sottolinea la Coldiretti – si sta spostando verso sud ha già provocato milioni di euro di danni soprattutto a causa
della caduta di grandine che a macchia di leopardo nelle diverse regioni ha distrutto pesche, pere, mele, kiwi, clementine, orzo, ortaggi, granoturco e frumento. L’instabilità del tempo
con temporali e grandine è un pericolo che – prosegue la Coldiretti – si verifica in una fase particolarmente sensibile per le colture che, a seguito del caldo invernale record
degli ultimi due secoli, sono tutte in anticipo di maturazione.

Peraltro, la pioggia per essere utile ad alimentare le riserve idriche contro il rischio siccità, deve cadere in modo costante e durare nel tempo mentre i forti temporali, soprattutto se
– conclude la Coldiretti – si manifestano con precipitazioni torrenziali rischiano di aumentare i danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende
ad allontanarsi per scorrimento portando con sé la parte superficiale del terreno favorendo frane e smottamenti.

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