Malva

Malva

Pianta molto comune nell’area mediterranea, la malva silvestre era già popolare
come erba medica al tempo dei greci e dei romani.
È una erbacea perenne, dalle lunghe radici a fittone che consentono alla pianta di crescere ovunque spontanea: nei campi, lungo le strade di campagna, tra i ruderi.
Il suo fusto raggiunge il metro di altezza; le foglie, frastagliate, sono di un bel verde acceso e ricoperte di peluria come il fusto. I fiori rosa, striati di viola-lilla, si distinguono da
quelli color rosa pastello della Malva Alcea; come la silvestre, anche questa varietà di malva è utilizzata in cucina e in erboristeria.
La pianta, che si può utilizzare anche in cucina, è molto conosciuta per le sue proprietà emollienti, lassative, analgesiche, antinfiammatorie, sedative della tosse.
Di questa erbacea si raccolgono, da giugno a settembre, le foglie senza il picciolo e i fiori appena sbocciati.

In cucina
Dal sapore dolciastro, i fiori e le foglie della malva sono utilizzati per arricchire insalate, oppure da aggiungere a minestre, paste e risotti, o da consumare come contorno. Con le foglie
tagliate a listarelle si preparano anche ottime frittate.

Consigli della nonna e curiosità
Il nome botanico della malva, dal greco, significa “ammorbidire” e la medicina popolare ci conferma questa proprietà della pianta. Le virtù emollienti della malva sono largamente
utilizzate in erboristeria contro la tosse e per curare le infiammazioni della pelle.
Le nostre nonne attribuivano al “passato di malva” proprietà digestive.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò

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