Malvasia: dallo splendore dei Dogi alla decadenza, by Mario Fregoni

Malvasia: dallo splendore dei Dogi alla decadenza,  by Mario Fregoni

Sabato 19 Maggio 2018, a Sala Baganza (PR): Il Mito della Malvasia

 

UVE E VINI “MALVASIE”

FREGONI: “DALLO SPLENDORE AL TEMPO DELLA SERENISSIMA VENEZIA  AL DECLINO RECENTE – PIACENZA E PARMA POSSONO AVERE UN RUOLO NAZIONALE DI RILANCIO DEL VINO  MALVASIA, MA …..”

Le Malvasie sono una invenzione  della Serenissima di Venezia, dove ancora esistono le calle e le malvasie, sinonimo di osterie. Il nome deriva dal porto greco di Monenvasia, base commerciale  della flotta veneziana utilizzata sin dai primi del 1200 per stivare i “vini”, per lo più dolci, ottenuti da un mix di molte varietà, per essere commercializzati in tutto il Mediterraneo.

Le varietà di Malvasia non esistevano e ancora oggi, secondo il Prof Logothetis di Atene, in Grecia è nota una sola Malvasia a Santorini. Il porto della città di Monenvasia divenne piccolo per cui la flotta veneziana prese possesso dell’isola di Candia, sinonimo antico di Creta, dove non sono coltivate varietà di Malvasie. Il fiorente commercio dei vini indusse il Doge a sopprimere la differenza fra le Malvasias di Monenvasia e i “cretici” dell’isola di Creta. Persa l’isola di Creta occupata dai turchi, nel 1669 i veneziani furono costretti a cercare vini di Malvasie nei Paesi cristiani. Per rispondere alla domanda di mercato, in Italia, Spagna, Portogallo, Francia battezzarono oltre 50 varietà di Malvasia di colore bianco e nero, aromatiche e neutre. I vitigni di Malvasia vennero descritti solo all’inizio dell’ ‘800.

In Italia esistono  17  Malvasie, spesso con nessuna parentela evidente, tra le quali la Malvasia di Candia del Lazio, non imparentata con la Malvasia di Candia aromatica di Parma e Piacenza. La piú piccola come estensione é la Malvasia rosa,  frutto di una retro-mutazione del 1967 della Malvasia di Candia aromatica in un vigneto piacentino della Val  Nure, segnalata da Giuseppe Comolli, allora direttore dei Mulini degli Orti di Piacenza e padre di Giampietro, e selezionata  in 30 anni dal sottoscritto ad Ancarano, diventando quindi una varietà nata a Piacenza, l’unica a buccia rosa esistente in Italia, da cui poi derivó una sorella “Malvasia grigia” facente parte della collezione Fregoni ad Albareto piacentino.

A Piacenza (e Parma) infatti si coltiva una Malvasia, la più aromatica fra tutte, ma il termine Candia non fa riferimento all’origine geografica della varietà. Quindi né Grecia né Creta sono i luoghi di origine geografica.

M.me Kourakou, greca, grande esperta e scrittrice di libri diceva che “ le Malvasie non esistono”, intendendo dire che il nome esprimeva “dal porto” dove partivano i vini veneziani, frutto di miscugli varietali, tipo i Moscati. Al tempo dei romani i Moscati erano denominati “Apiane”, perchë attiravano le api, ovvero uve e vini aromatici, ricchi di zucchero.

Secondo la piú recente analisi del DNA, che getta una visione scientifica sull’origine delle nostre Malvasie, il progenitore più antico delle Malvasie di Parma e Piacenza sarebbe il Moscato di Alessandria d’Egitto, denominato Zibibbo a Pantelleria, perché giunto da Cap Zibib del nord Africa, che avrebbe dato origine al Moscato bianco, genitore  della  Malvasia “odorosissima” di Parma, dalla quale sarebbe derivata la Malvasia di Candia aromatica.

In Italia nel 2000 i vigneti di Malvasia erano estesi per quasi 30.000 ettari, come scriveva da Montpellier il prof Galet. Nel 2015 le Malvasie figurano coltivate su 9017 ettari, ma successivamente le statistiche italiane collocano le Malvadie fra le varietà locali statisticamente irrilevanti. E’ evidente un declino originato  dalla preferenza verso pochi vitigni nazionali o internazionali,che ha portato ad una forte concentrazione varietale e la conseguente perdita della biodiversitá.

In ogni caso il vecchio Ducato di Parma e Piacenza, battezzato a Parma in una conferenza dello scrivente “Ducato aromatico”, è uno dei “genius loci” italiani della produzione della Malvasia di Candia aromatica, con circa 1000 ettari, dove può avere un ruolo, come in altri territori vocati,  per vini fermi, vini passiti, vini frizzanti e spumanti. Oggi la produzione è strettamente connessa al consumo e alla identità originaria per cui una scelta tipologica e una “credibilità” identificata può essere un grande motore di rilancio.

Va rilevato che diverse Malvasie vengono spumantizzate in purezza o piú frequentemente in uvaggio con altri vitigni, di norma a sapore neutro, tipo l’Ortrugo. Il Ducato puó distinguersi a livello mondiale proprio per le Malvasie aromatiche, eventualmente distinto da un’unica DOC della “Malvasia del Ducato aromatico di Parma e Piacenza”.

Prof. Mario Fregoni
Giá ordinario di viticoltura all’Universitá Cattolica di Piacenza
per Newsfood.com

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Programma a Sala Baganza. Il Mito della Malvasia
Secondo incontro dei partner, nel quadro della fase preparatoria, del Progetto di Cooperazione Transnazionale “Il Mito della Malvasia”, nell’ambito del Piano di Azione Locale CLLD/Leader del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020  a cura del Gal Ducato Parma Piacenza, Regione Emilia Romagna

Sabato 19 Maggio 2018
A Sala Baganza, in provincia di Parma, verrà riservato uno “stand internazionale” a ciascun produttore di Malvasia delle Regioni Partner per gli ospiti provenienti da Grecia, Croazia, Spagna con la possibilità di vendere e far degustare ai visitatori della fiera. in mattinata inaugurazione del 23° Festival della Malvasia con i saluti del Sindaco di Sala Baganza, del Presidente dei Parchi del Ducato, del Presidente del Consorzio Volontario per la tutela dei Vini DOP “Colli di Parma” e del Presidente del Comitato del Festival della Malvasia di Sala Baganza. A seguire presentazione del Progetto di Cooperazione Transnazionale “Il Mito della Malvasia” – Marinis Beretsos, Direttore e Sotirios Bolis, Responsabile del progetto – GAL Parnonas (Grecia); il Mito della Malvasia: storia di un mito – Georgios Tsibidis, Monemvasia Winery (Grecia); la Malvasia nel Mediterraneo Occidentale – Enric Bartra Sebastian, INCAVI (Spagna); la Malvasia nelle terre del Ducato – Donato Lanati e Mario Fregoni.

Le conclusioni sono tratte dall’assessore all’agricoltura della regione Emilia Romagna.
Ore 13,30 pranzo e visita all’Azienda agricola e alla cantina Palazzo di Castellaro di Sala Baganza (PR); visita guidata al Museo del Vino e al Castello di Sala Baganza; degustazione di vini dei 4 paesi partner Magna Rocca nel Castello di Sala Baganza
Redazione Newsfood.com
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