Milano, 3 Ottobre 2007 – Un pannello di quattro metri per quattro che riproduce «la resistenza» dei monaci buddisti in Myanmar e in alto la scritta «Birmania
libera», l’ha presentato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, spiegando che rimarrà davanti alla sede della Regione, rivolto verso il piazzale della Stazione
Centrale, per le prossime settimane.

«La Lombardia – ha detto Formigoni – è pienamente solidale con la lotta e con l’impegno dei monaci, delle suore e dei cittadini birmani, che sono sul fronte per rivendicare la loro
libertà e la democrazia per il loro Paese. Questo manifesto che vuole essere un invito affinché tutti i cittadini chiedano insieme a noi «Birmania libera, Birmania libera,
Birmania libera». Questo è il nostro motto, il senso della nostra solidarietà. La Birmania è stata rinominata in un modo «Myanmar» che da solo dice la
volontà di perversione di una giunta militare che opprime il popolo, che ha ridotto il Paese condizioni di povertà estrema e violazione assoluta della libertà».

Formigoni, ha anche rivolto un’esortazione all’Onu «che non può limitarsi a inviare un proprio rappresentante, ma deve interferire, deve avere notizie chiare e certe sulla
condizione del popolo birmano, perché non è possibile che il mondo assista passivamente a questa tragedia che viola i diritti elementari di libertà e democrazia di un
intero popolo». Per questo Formigoni, da venerdì 28 settembre, come segno di vicinanza, indossa in ogni occasione pubblica un indumento rosso, simbolo della resistenza birmana.

«La lotta del popolo birmano – ha spiegato – è una lotta che è stata incubata da anni e anni di sofferenze e per questo solleva un moto di solidarietà in tanti, ma
dobbiamo sapere che la mobilitazione internazionale è condizione indispensabile perché la rivolta non venga soffocata nel sangue e in ulteriore tragedie come per altro è
già successo anni fa nella stessa Birmania».