Dopo il successo ottenuto durante la passata edizione, Marchiopolo torna a Verona per Vinitaly 2007 (dal 29 al 2 aprile) con alcuni dei suoi prodotti più rari e preziosi: l’AMARONE della
Valpolicella Classico D.O.C. 2001, il TOCIA’ Rosso delle Venezie I.G.T. 2003, il NERO D’AVOLA Monreale D.O.C. 2004 e il PIGNOLA Terrazze Retiche di Sondrio I.G.T. 2005 (già insignito nel
2006 del premio “Etichetta dell’anno”). Una citazione speciale spetta inoltre ad ACQUA DI GRANO, il primo distillato di birra mai realizzato, nato dalla collaborazione tra Marchiopolo e il
grande Vittorio Capovilla. Queste etichette sono solo alcune degli straordinari vini della “collezione” firmata Marchiopolo, un nome ancora inedito che si affaccia sul panorama vitivinicolo
italiano con una filosofia tutta nuova di “fare e proporre il vino” e soprattutto come figura davvero innovativa pronta ad inserirsi all’interno della filiera produttiva:
l’«ENONAUTA».
Come lo storico esploratore veneziano della via della seta di cui ricorda il nome, così l’«enonauta» Marchiopolo – al secolo l’imprenditore veneto Giovanni Marchiorello
ideatore del progetto insieme all’enologo Fabrizio Zardini – propone un viaggio simbolico tra alcune delle più antiche “alcove” di produzione del buon vino italiano, alla scoperta di
sapori ed emozioni che rischiano troppo spesso di essere dimenticate. La missione  dell’«enonauta» è esplicita: vuole essere il comune denominatore di tutti quegli
elementi culturali, territoriali, artistici, sportivi, salutistici che esprimono, attraverso il vino, prodotto della terra e quindi figlio del proprio territorio, la ricerca di benessere di
ciascuno di noi.
Innovazione, tradizione e soprattutto la stretta collaborazione con i produttori locali sono alla base del progetto Marchiopolo, che intende farsi interprete delle potenzialità
produttive del territorio vinicolo italiano, restituendo ai consumatori vini eccellenti e salutari in grado di rappresentare al meglio le proprie zone di provenienza. Proprio per queste
ragioni, l’«enonauta» opera come un vero e proprio “acquisitore di filiera”, instaurando una virtuosa e fattiva collaborazione con i produttori locali – alcuni dei quali già
affermati a livello nazionale ed internazionale – ai quali si affianca e coi quali lavora a stretto contatto applicando un accurato disciplinare in grado di garantire, attraverso precisi
controlli, il rispetto di tutti i parametri di filiera. 

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