Firenze, 21 Giugno 2007 – Fu il centro storico di Firenze, nel 1982, ad aprire la lista dei siti toscani dichiarati, dall’Unesco, ‘patrimonio dell’umanità’. Da allora l’elenco ha
compreso altri cinque siti toscani: piazza del Duomo di Pisa, i centri storici di San Gimignano, Siena, Pienza e, dal 2004, l’intera Val d’Orcia.

Adesso la Regione intende intensificare una sua azione di coordinamento: ha aderito (delibera del presidente Martini) alla ‘Associazione delle città patrimonio mondiale Unesco’. Con sede
a Ferrara, l’associazione si propone di attuare iniziative per la tutela del patrimonio culturale e naturale. Cinque i nuovi candidati toscani per entrare nella lista mondiale (una riunione
della Commissione Unesco è prevista dal 23 giugno al 2 luglio prossimi): il centro storico di Lucca, le ville medicee, il bacino del marmo di Carrara, la città storica e il
paesaggio di Volterra. Insieme a Liguria e Sardegna, la Toscana è inoltre candidata per il sito naturale ‘Pelagos’ il santuario dei cetacei.

‘Aderendo all’associazione italiana – commenta Claudio Martini – vogliamo ribadire l’importanza di un equilibrato rapporto fra ambiente, cultura, urbanistica: vogliamo aumentare l’attenzione
verso i siti patrimonio dell’umanità e aiutarne l’incremento numerico in un territorio dove le eccellenze naturali e culturali certo non mancano. C’è poi da sfruttare appieno una
recente legge statale (la 77/2006) con misure speciali di tutela per i siti italiani Unesco: servizi di assistenza culturale e ospitalità per il pubblico, servizi di pulizia, raccolta
rifiuti, controllo e sicurezza. Va ricordato che ai siti Unesco è attribuita, nei finanziamenti pubblici, una priorità di intervento’.

Martini, in particolare, ricorda le motivazioni scelte nel 2004 dall’Unesco per dichiarare ‘patrimonio dell’umanità’ l’intera Val d’Orcia. ‘Sappiamo di avere, in tutto il mondo, occhi
puntati sulle nostre scelte di amministratori pubblici toscani per conciliare ambiente e sviluppo. Le motivazioni Unesco per salvaguardare Monticchiello sono, per noi, monito forte e bussola
chiara per l’intera Toscana’.

Per essere inclusi nell’elenco delle eccellenze Unesco, i siti – culturali e ambientali – devono soddisfare criteri di selezione assai rigorosi, spiegati in ‘linee guida operative’. I singoli
Stati compilano ogni 5 anni una nuova lista di siti: le domande devono essere inoltrate dalle amministrazioni locali competenti (sindaci, Soprintendenze, enti parco).

40 i siti italiani oggi inseriti in questa particolare classifica delle eccellenze culturali che associa monumenti, gruppi di edifici, aree dal valore storico, estetico, archeologico, ma anche
luoghi rilevanti sotto il profilo naturale. Fra le 41 candidature italiane in corsa per il prestigioso riconoscimento: le Dolomiti e l’arcipelago della Maddalena, la Via Appia e i portici di
Bologna, la Valnerina e Palmanova, Bergamo e Parma.

Dal sito dell’associazione fra le città italiane Unesco (www.sitiunesco.it) si ricavano i dati più generali: da 184 Paesi di tutto il mondo sono inseriti in questo particolare
club 644 siti culturali, 162 naturalistici, 24 misti.

Mauro Banchini

www.regione.toscana.it