Firenze, 28 Giugno 2007 – “Finalmente non lavoriamo più per evitare il tracollo ma per cogliere in modo pieno le opportunità di un periodo che si annuncia positivo”.
Così Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, a commento del rapporto 2007/2008 sulla situazione economica in Toscana presentato oggi pomeriggio al Palacongressi di Firenze da
Irpet e Unioncamere.

“La vera novità – ha aggiunto – è che dopo anni di stagnazione abbiamo una prospettiva futura positiva con una economia che, in Toscana, torna a crescere per merito soprattutto di
esportazioni, turismo e investimenti. Certo, avremmo potuto ottenere un risultato ancora migliore se il vasto piano di investimenti in opere pubbliche fosse decollato pienamente”. Martini ha
quindi sottolineato l’importanza di una maggiore collaborazione con il governo nazionale (“Noi siamo pronti, ma il governo deve fare la sua parte per aiutarci a realizzare tutti gli
investimenti previsti e concordati”) soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture.

Martini ha poi colto l’occasione della conferenza stampa per fornire ai giornalisti (“ma scommetto con voi – ha scherzato – che questo non andrà sui giornali”) un’anticipazione sul nuovo
programma 2007-2013 di fondi europei. “Saremo la prima Regione italiana a vedersi approvato il programma di investimenti e ciò significa che nell’utilizzo di questi fondi non avremo
slittamenti né ritardi nell’erogazione delle risorse”.

Tra fondi comunitari, nazionali e cofinanziamenti di soggetti locali pubblici e privati stanno per essere attivati in Toscana circa 2 miliardi e 600 milioni di euro di cui oltre un miliardo e
100 milioni provenienti da fondi europei: ciò in agricoltura e nello sviluppo rurale (eurofinanziamenti per 396 milioni di euro e budget complessivo per 840 milioni di euro), nel fondo
sociale (317 milioni dall’Europa e quasi 670 milioni di budget complessivo) e nel Fondo di Sviluppo Regionale (circa 340 milioni di euro con oltre un miliardi e 100 milioni di budget
complessivo). Altri 70 milioni di euro arriveranno dall’Europa come quota toscana nel Fondo di cooperazione internazionale.

“Sistema produttivo e sistema territoriale comprese Università, banche, servizi pubblici e operatori privati – ha aggiunto Martini – con una situazione così nuova possono dunque
provare a dispiegare le loro rispettive potenzialità. Più che polemizzare adesso è il momento di metterci insieme per sfruttare alla meglio un periodo così
positivo”.

“Non dobbiamo rallentare – ha aggiunto con riferimento al Programma Regionale di Sviluppo, approvato l’anno scorso, che “mantiene la sua validità anche in presenza di cifra migliori
rispetto a quelle precedenti. Il nostro vero orizzonte, infatti, non è l’anno prossimo e neppure il 2010 ma, almeno, il 2020. Ed è a quella dimensione temporale che dobbiamo saper
guardare”.

Mauro Banchini

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