Master MaÎtre e la lampada flambè

Master MaÎtre e la lampada flambè

Master MaÎtre e la lampada flambè
Milano, 27 novembre 2016

procedimento-ananas-flambeCi scrive Armando G. da Verona con un quesito interessante.

Caro Direttore, ho letto con piacere l’articolo su Newsfood.com  “Troppi cuochi, meglio fare il MaÎtre” perchè finalmente si parla di professionalità dell’accoglienza  e non sempre e solo di cucina e di chef…
Io da una ventina di anni mi occupo di accogliere e consigliare i clienti in sala in un ristorante di Verona. E’ un lavoro che mi permette di essere a contatto con la gente e di esprimere la mia professionalità. In particolare sono contento quando il cliente mi chiede se sia possibile cucinare un piatto al tavolo… E’ la mia passione!
All’evento di Master MaÎtre però, pur essendoci un membro Amira in giuria, mi pare che non sia stato trattato il flambé. Io trovo sia una pecca della manifestazione, perchè tale prova è il fiore all’occhiello della Ass. Amira, mi può dare una spiegazione?”
Armando

Lo abbiamo girato a Giulio Biason, ideatore di Master MaÎtre, ed ecco la sua risposta:

lampada-flambeGiulio Biasion:
“Riteniamo che al di là dell’aspetto sempre spettacolare il flambé sia superato dai fatti e soprattutto dalle esigenze dei ristoratori di oggi per almeno due buoni motivi:
A) oggi gli chef preparano già- nella ristorazione alta e media – un piatto che di per se dà spazio alla creatività e non va modificato, quindi la spettacolarizzazione di un piatto nasce in cucina e così deve restare”.

B) la tecnica dello storytelling diventa basilare per un Maitre in quanto gli consente più cose: acculturare il cliente sul territorio, i suoi prodotti tipici, quindi il menù del locale con le portate più caratteristiche, nonché far conoscere la storia del locale (se è da raccontare) o del patron o dello chef se ha un curriculum di prestigio.
Quindi non manca la creatività e l’importanza del ruolo in una figura attuale del Maitre e del cameriere, a tutto vantaggio suo (in termini di mance) e del locale (in quanto se efficace lo può fidelizzare.

 

NOTA: parlando di flambé mi viene in mente l’amico Vittorio, specialista nella lavorazione alla lampada.

Chi è Vittorio Bottacin?
E’ uno Chef con un’esperienza di oltre quaranta anni nelle cucine di ristoranti ed alberghi. Sa cucinare e organizzare eventi anche importanti. Ha fatto parte della squadra che ha organizzato il pranzo regale della Principessa Anna D’Inghilterra e il marito Mark Philippe; era il 14 novembre 1973, esperienza unica.

Dice:-“sono un ricercatore e conoscitore della cucina rinascimentale, specialista nella lavorazione alla lampada, dall’antipasto al dolce, e mi contraddistinguo per le mie capacità di lavorare in modo autonomo mirato e coscienzioso per il mio spirito di gruppo e le mie spiccate capacità organizzative. Ogni giorno è una sfida professionale, però non mi fa paura… – Continua Vittorio Bottacin- scrivo, poesie, aneddoti, romanzi, triller, disegno, e recentemente ho scritto un trittico lirico per il M° Pietro Salvaggio, Direttore e compositore dell’Ente Lirico di Verona, collaboratore di vari Tenori  internazionali e collaboratore della Rai.”

Vittorio Bottacin, non è diventato un divo, è rimasto orgogliosamente un Cuoco, un creativo e un sognatore, una persona umile e sensibile. Il suo palcoscenico è la Cucina, i suoi applausi sono i complimenti dei commensali a fine pasto.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
di Newsfood.com

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Comment ( 1 )
  1. Luigi Pasetti
    18 marzo 2018 at 2:32 pm

    Ho trovato l’articolo molto interessante e mi riporta al fatto che purtroppo la cucina alla lampada è stata un po dimenticata penso sopratutto per prima cosa all’assenza di interesse delle scuole alberghiere e poi per carenza di personale che si vuole cimentare in questa cosa che io chiamo arte.

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