L’approvazione della delibera sulla reperibilità di due ore al sabato dei medici di famiglia e pediatri non ha rappresentato un caso di condotta antisindacale. Il giudice del lavoro ha
respinto il ricorso della Fimmg, il sindacato più rappresentativo dei dottori del territorio, contro la Regione. I medici avevano fatto ricorso sostenendo che la decisione, con la quale
la Toscana si rimetteva in linea con il contratto nazionale, comunque modificava il contratto regionale del 2001 era stata presa senza il dovuto confronto sindacale. Il giudice nella sentenza
segnala che ci sono stati incontri tra le parti per arrivare ad un accordo.

Concludendo: «Il fatto che, da ultimo, si siano interrotti e la Regione abbia agito con iniziativa unilaterale per assolvere ai suoi specifici obblighi di fornire ai cittadini i livelli
di assistenza richiesti non può essere valutato quale comportamento volto ad impedire o limitare l’attività del sindacato. Questo infatti risulterebbe aver avuto reiterate
occasioni per rappresentare le istanze dei propri aderenti e farsi carico della questione posta dalla parte pubblica». A questo punto gli scioperi minacciati e programmati nelle scorse
settimane dalla Fimmg sembrano poco probabili. «Prendiamo atto di quanto ha detto il giudice – commenta Mauro Ucci, segretario del sindacato – Sulle ipotesi di astensione per ora ci
fermiamo ma andiamo avanti con il libro bianco di quello che non va nella sanità toscana. I cittadini ci stanno segnalando molti problemi». La Regione Toscana aveva derogato dal
contratto nazionale nel 2001, decidendo di riservare il sabato mattina alle attività di formazione.

A maggio era tornata indietro per assicurare ai cittadini due ore di disponibilità dei medici, dalle 8 alle 10, al sabato mattina. I dottori tengono comunque lo studio chiuso, ricevono
telefonate e se necessario fanno visite domiciliari. «Per i cittadini è importante poter contare sul medico e il pediatra di fiducia – afferma l’assessore alla salute Enrico Rossi
– Quelle due ore rappresentano per il cittadino un “ponte” di sicurezza importante in un vuoto di rapporto che, come prima della delibera accadeva, non può andare da venerdì a
lunedì e che la guardia medica, per quanto importante, non riesce a colmare. Adesso, come sempre, sono pienamente disponibile a discutere ogni proposta di miglioramento dei
servizi».

MICHELE BOCCI

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