Roma, 2 aprile 2008 – Da oggi è sfogliabile on line il numero di marzo di Aesse (Azione sociale), lo storico mensile delle Acli rinnovato profondamente nella
grafica e nei contenuti dall’inizio di quest’anno.

«Meglio lavorare meglio» è il titolo di copertina, che annuncia il Primo
piano
a firma Walter Passerini dedicato al welfare aziendale: le soluzioni pensate dalle imprese per migliorare la vita dei propri dipendenti, dentro e fuori
l’azienda. Dagli Stati Uniti, il corrispondente Rai Franco Schipani racconta «Lo show delle primarie». Mentre
dal Kosovo arriva la testimonianza di Daniele Socciarelli, cooperante delle Acli, che descrive i giorni
dell’indipendenza
vissuti dalla gente di Pristina e Prizren.

Gli editoriali. Il presidente delle Acli Andrea Olivero interviene sulle elezioni: «Il tempo
della scelta
». Paolo Longo, dalla Cina, parla delle controverse» Olimpiadi della
libertà
», tema al quale è dedicata anche la vignetta di Emanuele Fucecchi.
L’altra faccia, invece, affronta, il tema del caro prezzi dal punto di vista, spesso non
sufficientemente considerato, dell’imprenditore agricolo.

Tante le storie e le esperienze raccontate anche in questo numero. Da Scommessa Italia, la campagna delle Acli
che dà voce «a chi fa bene», il racconto di Bidonville, associazione che da
15 anni fa della differenziazione e del riciclaggio la sua missione proprio nella Napoli assediata dai rifiuti. Da Verona, l’esperienza innovativa del Last Minute Market: recuperare il cibo non scaduto dai supermercati e renderlo disponibile per chi non ne ha.
Dalla provincia di Padova «Madri e maestre«: un piccolo gruppo di mamme si
autorganizza per ovviare alla carenza di posti per i bambini negli asili comunali. Sempre dal Veneto, in provincia di Venezia, l’avventura delle Acli di Mirano che dal 1992 sono impegnate nel
sostegno della popolazione di Sarajevo, in Bosnia. Per la rubrica Visto da Sud, il
gemellaggio contro la siccità tra il comune di Gardone Val Trompia, nel Bresciano, e quello di Nanoro, in Burkina Faso. Per gli Italiani nel mondo, «Cantone che vai,
italiano che trovi«: riflettori puntati sulle seconde generazioni di italiani residenti in Svizzera. Infine, la vita da padri oggi in Italia, «Il tempo dei papà«: il difficile equilibrio tra lavoro e figli, quantità e qualità dei rapporti, raccontato
dai diretti protagonisti.