Mendatica (IM), 20 agosto 2011
Da Albenga ci si arriva in poco più di mezz’ora, risalendo la valle arroscia verso Pieve di Teco e poi Pornassio, dove viene prodotto un ottimo vino omonimo da un vitigno che è il
dolcetto autoctono della zona.
In fondo alla ampia vallata, dopo qualche tornante si arriva a Mendatica, un paesino di 226 anime, 155 famiglie. L’età media è di oltre 53 anni e non sono rari gli ultranovantenni e
chi ha lasciato questo mondo dopo aver compiuto il secolo di vita.
Sarà l’aria o la cucina povera? Il lavoro e gli stenti della montagna o la voglia di vivere?

I mendaticesi hanno un dialetto che è un misto tra il ligure ed il piemontese della provincia Granda con inflessioni occitane. Un tempo questi territori facevano parte della Contea di
Nizza. Oggi,  Mendatica e altri Comuni dell’Alta Valle Arroscia (Cosio, Montegrosso Pian Latte e Pornassio) hanno unito le loro forze e una volta all’anno festeggiano la Cucina Bianca per
tenere vive le antiche tradizioni contadine

I gruppi musicali (Bruti&Boi, Compagni di viaggio, Innuendo, Quei Bravi Ragazzi, Acoustic Horizon, Arpie, Attention Slap, NuevoArchiTango, Giova&Trama DJset) hanno fatto da richiamo ai
giovani e la festa è stata un gran successo che ha coinvolto almeno tremila turisti e curiosi che già dal pomeriggio hanno potuto curiosare tra i banchetti del mercatino di
artigianato e prodotti tipici.
Si poteva accedere ai percorsi gastronomici ritirando, ad una delle tre casse, un carnet al costo di € 20/cad contenente una ventina di  buoni assaggio.
Nelle 11 “Aie”, lungo la via in salita del paese e le corti adiacenti, erano allestiti gli stand gastronomici delle singole famiglie.
Un assaggio dopo l’altro, un vero e proprio itinerario gastronomico alla scoperta delle specialità tipiche dell’antica Civiltà delle Malghe, realizzato dalle massaie locali.
Cucina Bianca, povera di colore ma ricca di gusto e di sapori caserecci:
 
I SAPORI DELLA TRANSUMANZA

AGLIE’: variante dell’aliolì provenzale. Si tratta di una salsa simile alla maionese, con patate ed un forte profumo di aglio, che si accompagnava alle lumache e alle patate bollite e,
più recentemente, al bollito di gallina o di parti secondarie del vitello.

BASTARDUI: chiamati anche “lasagne bastarde” o con curiosi nomignoli locali, sono una sorta di gnocchetti o maltagliati nel cui impasto vengono aggiunte delle verdure grossolanamente sminuzzate.
Il loro condimento tradizionale è una salsa di panna e porri.

BERNARDUN: si usava una parte del minestrone della sera precedente per farcire una sottile base di pasta da cuocere al forno. Esiste una variante in cui il ripieno è costituito da patate
tagliate sottili e aromatizzate con del porro.

BRODU D’ERBE AMARE: minestra leggera con uovo sbattuto e trito di erba amara, una pianta aromatica spontanea, raccolta nel cammino o coltivata negli orti, a cui la tradizione attribuisce
proprietà digestive.

BRUSSUSA: con ciò che rimaneva dell’impasto del pane si preparava la brussusa. Spianata e ripiegata su se stessa, con ripieno di aglio o brusso, veniva cotta nel forno a legna. È
particolarmente diffusa nell’area brigasca.

FLAN DI SCORZONERA: con la “pute” o besciamella unita ad una purea di scorzonera si prepara un delicato flan da cuocersi in forno a bagnomaria.

FRISCIOI: le minestre e le verdure cotte avanzate erano aggiunte alla base delle pastelle di farina e uova per fare i friscioi salati. Per i bambini, specialmente a carnevale, l’impasto prevedeva
invece fette sottili di mele con l’aggiunta di zucchero (friscioi de mei).

MINIETTI – BUGAELI: minestra riservata prevalentemente ai convalescenti, alle puerpere, ai bambini o agli anziani perché particolarmente digeribile. In un brodo insaporito dall’aglio, con
alcune patate tagliate a piccoli dadini oppure in acqua con aggiunta di latte, al momento del bollore, vengono gettati piccoli grumi di farina lavorati finemente con acqua. Nella variante di
Triora, con farina di castagne, prendono il nome di “bugaeli”.

PAN FRITU: quando si infornava il pane, era usanza prelevare due porzioni dell’impasto; una veniva conservata come lievito e l’altra, tagliata a pezzetti e fritta, era consumata calda con
aggiunta di sale e zucchero.

PANISSA DI “GASCE” (CICERCHIA): per mitigare il sapore amarognolo delle “gasce”, nell’acqua in cui si coceva la farina di cicerchia si schiacciavano patate lessate.

PANISSA DI PISELLI: la farina di piselli usciva dal mulino frammista alla farina del grano usato dal mugnaio per togliere dagli ingranaggi ogni traccia di legumi. Con tale composto si preparava
la “panissa”, che raffreddandosi si solidificava. Tagliata a fette, veniva consumata con il latte o il siero della ricotta, “becca” a colazione o condita con olio, aceto, cipolle e aglio tritato
per pranzo e cena.

PATATE IN TA’ FOGLIA: sformato di patate disposte in una teglia (la foglia) infarinata con latte e porri. Diffusissime in tutto l’areale del Monte Saccarello, sono considerate una
specialità di Piaggia (Briga Alta).

PUTE: crema morbida di farina sciolta in acqua bollente con l’aggiunta di panna naturale, antesignana della besciamella, usata per aromatizzare e arricchire il sapore delle verdure di stagione,
lessate e addensate nel forno.

RAVIORE: sono considerate il piatto di Montegrosso Pian Latte. Sono fagottini ripieni di un considerevole numero di erbe selvatiche tra cui l’erba amara, l’erba luisa, gli spinaci selvatici
(engrari), menta, ortiche ecc. Tradizionalmente erano conditi con acqua di cottura, poco burro e abbondante formaggio pecorino; il recente incontro con l’olio extravergine di oliva ne ha esaltato
il sapore. Esiste una variante a Cosio d’Arroscia in cui le raviore, di dimensioni più grandi, sono cotte sulla piastra del forno.

SCIUMETTE: i budini con i tuorli d’uovo o le torte venivano guarnite con le sciumette, albumi montati a neve con lo zucchero e cotti, a cucchiaiate, nel latte bollente.

STREPPA E CACCIA LA’: piatto tipico delle malghe di Mendatica. E’ di fatto una variante veloce dei “sugeli”, di cui ne condivide l’impasto e il condimento a base di brusso, ma la pasta viene
strappata in pezzetti ed appiattita con le dita prima di essere buttata direttamente nell’acqua bollente insieme a foglie di cavolo, rape e patate. È probabile che l’evoluzione degli
“streppa e caccia là” dai sugeli sia dovuta alle lunghe permanenze del pastore negli alpeggi, lontano da quel minimo di comfort dell’abitazione e soprattutto dalle cure femminili.

SUGELI: una pasta semplice di sola acqua e farina lavorata a gnocchetti con il tipico “corpu de diu” (l’aspetto è simile a quello delle orecchiette). Il condimento tradizionale è
una salsa bianca a base di brusso. Possono essere considerati il “piatto nazionale” delle Alpi Marittime, in quanto diffusi in tutto l’areale del Monte Saccarello, nella terra brigasca, a
Mendatica e nelle sue malghe, a Trioea, in Valle Argentina ed alcune varianti nel condimento si ritrovano nelle Valli Occitane del cuneese.

TURLE: grossi ravioli di patate e menta, generalmente conditi con panna di latte aggiunta ad un soffritto di aglio (o porro) e nocciole tostate. Con analogo ripieno si potevano preparare le turle
fritte.

TURUI – CUBAITE – CUPPETTE: sottili cialde bianche, con acqua e farina, si farcivano con miele rosolato e gherigli misti.

TURTA DE PATATE: sul focolare, al centro della cucina o nel forno a legna, veniva cotta la torta bianca, con ripieno di patate, tagliate o schiacciate, “sciura de laite”, cipolla e, a seconda
delle stagioni, verza, porro, menta o altre verdure. Nell’area brigasca prende il nome di “patatusa” o “tantriforusa”.

TURTELLI: simili come ingredienti alla torta di patate, si tratta di fagotti cotti al forno, o piccole torte da una porzione, ripieni di patate, molto spesso accompagnati da altri ortaggi come i
cavoli. Numerose sono le varianti locali o familiari.

FORMAGGI:
Brusso dell’Alta Valle Arroscia e Alta Valle Argentina
Caprino di malga (Alpi Marittime)
Formaggetta del Ponente (Valli Arroscia e Argentina)
Pecorino ligure di malga
Ricotta
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PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI:
Castagna Gabbiana
Castagne secche
Farina di castagne
Scorzonera

ALTRI PRODOTTI:
Miele
Funghi sott’olio
Confettura di frutta (frutti di bosco)
Cubaite
Patate d’alta quota
Frutti di bosco
Porri
Cicerchia

 
La gran festa, iniziata alle 19,00 è proseguita fino a tardi ora e, prima di ritirarci nel Rifugio Cardella, in cima al paese, ci siamo attardati ad ascoltare le fisarmoniche e le voci di
un gruppo di cantori tra dolcetto e grappa contadina, fino alle tre di notte. Loro hanno continuato fino alle 5,00. Al mattino, alle 9,30 il paese era già tutto lavato e pulito. Tra i
netturbini, il Sig. Sindaco Piero Pelasso.

Una gran giornata ed un plauso agli organizzatori.
Peccato che in mezzo alla ressa sia “sparita” la nostra Macchina fotografica con tutte le immagini della serata e quelle fatte ad Albenga nella mattinata con Alessandra, la ragazza paraplegica
portata in gommone alla Gallinara per un’escursione subacquea.
Ciao Canon, chissà se ti rivedremo.

 
Per informazioni:
INFO PARCO ALPI LIGURI – IAT MENDATICA
Pro Loco Mendatica
Piazza Roma
18025 Mendatica (IM)
Tel. 0183 38489 – 338 3045512
Fax 0183 752489
[email protected] – www.mendatica.com