La Commissione europea, come anticipato la scorsa settimana, ha presentato una proposta di legge per semplificare le procedure burocratiche che le aziende di panificazione devono sostenere in
materia di igiene.
Già nel 2002, la Commissione presentò al Consiglio un piano d’azione volto a semplificare la redazione normativa, basandosi sul convincimento che una più semplice
legislazione comunitaria meglio risponda alle problematiche e alle realtà locali a tutto vantaggio del cittadino. Una legge scritta in modo chiaro, infatti, è agevolmente
applicabile da parte degli Stati membri, degli operatori interessati e più accessibile per tutti.
Nel corso degli anni, la cosiddetta “Better regulation” (“migliore regolamentazione”), ha continuato a rappresentare il principio ispiratore delle numerose proposte presentate in sede europea,
collegate da quell’unico scopo: porre in essere una migliore regolamentazione nell’ambito della strategia per la crescita e l’occupazione. E proprio nel contesto europeo prende avvio un
ambizioso programma d’azione teso a ridurre gli oneri amministrativi imputabili alla legislazione comunitaria in vigore. Tale progetto coinvolge anche la responsabilità degli Stati
membri, che dovranno impegnarsi a fornire, entro il novembre 2008, la valutazione dei costi amministrativi imposti da certa legislazione comunitaria per ridurli del 25% entro il 2012. A scopo
raggiunto, il personale delle imprese potrà dedicare più tempo alle fasi lavorative essenziali, concentrandosi su attività innovative e di investimento che migliorino la
produttività e la competitività aziendale comportando un risparmio complessivo per l’economia europea di circa 1,3 miliardi d euro l’anno.
Un primo gruppo di proposte mira ad eliminare quei carichi amministrativi superflui soprattutto per le PMI senza, peraltro, che ciò ricada sul livello di protezione loro richiesto per la
tutela dei cittadini e delle aziende.
Il pacchetto riguarda tre aree di intervento: trasporti, commercio alimentare al dettaglio e organizzazione interna delle imprese e, a dimostrazione della sempre più ampia rilevanza del
tema della sicurezza alimentare, è opportuno precisare che si tratta di uno dei 13 settori prioritari sui quali verranno effettuati studi e misurazioni per la riduzione degli oneri
amministrativi e degli obblighi di comunicazione di informazioni non necessari.
Lo strumento di intervento immediato prescelto è la cosiddetta “azione rapida” (“fast track action)” che, in campo alimentare, mira a semplificare i requisiti per la gestione della
documentazione relativa alle procedure sanitarie: le micro-imprese di panificazione dovranno comunque attenersi agli elevati standard sanitari ma, diversamente dai grandi supermercati, non
dovranno più riportare per iscritto le procedure seguite. Una simile  razionalizzazione dell’attività lavorativa non comprometterebbe affatto, anzi, assicurerebbe il
mantenimento del livello di igiene e sicurezza dei cibi garantendo, al contempo, lo sviluppo delle piccole imprese.   
Il Regolamento comunitario n. 852/2004, all’articolo 5 dispone: “gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o più procedure permanenti, basate sui
principi del sistema HACCP
“. Tuttavia, gli adempimenti gravanti sugli operatori sono numerosi e puntuali, pertanto l’auspicio è che mediante l’ “azione veloce” le micro-imprese (che
hanno non più di dieci dipendenti e che vendono l’alimento direttamente al consumatore finale) siano esentate – nell’ambito dell’analisi dei rischi e del controllo dei punti critici – da
passaggi non necessari, superati in quanto inadeguati. Si tratta di fasi estremamente lunghe e costose il cui alleggerimento potrà soltanto migliorare la qualità del lavoro di
impresa.
Essendo già state organizzate riunioni in occasione delle quali gli esperti e tutti i soggetti coinvolti da interessi socio-economici hanno avuto la possibilità di esprimere la
propria opinione, si tratterà ora di attendere l’approvazione del Parlamento e del Consiglio europeo.

Valeria Mosconi

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