Tra le numerosissime varietà e incroci di menta, la piperita
è quella più coltivata a scopo medicinale e industriale. Tra le più conosciute si possono ricordare, inoltre, la menta acquatica, la viridis e la spicata (comune).
La menta piperita, già nota nel 1600, è una pianta perenne con fusti verdi o rossastri alti sino a 50 cm. Le sue foglie, ovali o lanceolate, sono seghettate, di colore verde
chiaro o scuro, e hanno un corto picciolo; i fiori, viola, sono riuniti in spighe dalla forma conica.
La pianta si può coltivare in vaso o in giardino, ma la si può trovare anche allo stato selvatico.
Molto conosciute sono le sue proprietà benefiche: digestive, rinfrescanti, stimolanti, sedative, antispasmodiche. La menta piperita, come le altre varietà, sono molto impiegate
anche in cucina.
Della pianta si utilizzano le foglie e le sommità fiorite. I fiori sbocciano da luglio a settembre e le foglie si raccolgono durante tutto il periodo vegetativo.

In cucina
Le foglie di menta donano più personalità a insalate, macedonie, bibite, ma insaporiscono anche arrosti, minestroni e carni. Per ottenere un ottimo burro alla menta da servire con
piatti di pesce, bastano poche foglie di menta, burro, sale e limone.

Consigli della nonna e curiosità
Gli infusi di menta si possono utilizzare per bagni decongestionanti e rinfrescanti, per prepararli bastano una o due manciate di foglie infuse nell’acqua.
L’olio di menta tiene lontani gli insetti, è sufficiente distribuirne poche gocce nei punti di maggior passaggio di formiche o altri ospiti indesiderati.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò