Roma, 31 maggio 2007 – Come conseguenza del cambiamento climatico si registra a livello mondiale un aumento degli incendi boschivi, che coinvolgono aree sempre più vaste e sono
spesso molto più intensi e difficili da domare, ha affermato oggi la FAO, esortando i paesi ad investire maggiormente nella prevenzione e nella preparazione operativa
all’emergenza.

“Occorre che i paesi collaborino tra loro, condividano le conoscenze e centrino la propria azione sugli esseri umani – la causa principale degli incendi boschivi – attraverso campagne
informative e di sensibilizzazione”, ha detto Peter Hilmgren, responsabile del Servizio sviluppo risorse forestali della FAO.

Solo nel 2000 si stima che siano stati distrutti circa 350 milioni di ettari di foreste ed aree boschive, con l’80 per cento dell’area bruciata in Africa Subsahariana ed in
Australasia.

In quasi tutte le regioni la causa è stata l’intervento umano, nell’area del Mediterraneo la percentuale raggiunge il 95 per cento di tutti gli incendi boschivi della
regione.

Il fuoco è uno strumento importante ed ampiamente usato in agricoltura e negli ecosistemi montani, ma gli incendi boschivi sono per lo più il risultato di negligenza o di azioni
dolose.

Le attività per tenere sotto controllo gli incendi, includendo la vigilanza, l’allerta rapida, la preparazione all’emergenza, la prevenzione e le attività per domare
il fuoco e per restaurare il territorio, sono stati al centro della discussione della 4a Conferenza internazionale su gli incendi boschivi, alla quale hanno partecipato più di 1500
esperti provenienti da oltre 80 paesi (Siviglia 13-17 maggio).

La FAO ha presentato una strategia globale per migliorare la cooperazione internazionale in materia di gestione degli incendi, comprendente una valutazione a livello mondiale degli incendi
boschivi che dà informazioni dettagliate sulla loro incidenza e sul loro impatto regione per regione, un’analisi della cooperazione internazionale sino ad oggi e linee guida a
carattere volontario con principi ed azioni strategiche su come intervenire.

Allo scopo di attuare le linee guida volontarie e rafforzare la cooperazione internazionale a livello regionale, nazionale e di comunità 40 organizzazione hanno dato vita ad
un’Alleanza per l’azione nella gestione degli incendi.

Il cambiamento climatico

Ogni anno per produrre energia si bruciano nel mondo circa 9.2 miliardi di tonnellate di biomassa. Gli incendi boschivi incidono per oltre metà , con circa 5.1 miliardi di tonnellate di
biomassa. Si stima che essi emettano circa 3.4 miliardi di tonnellate di CO2 nell’atmosfera, contribuendo così in notevole misura alla emissioni globali di gas serra e dunque al
cambiamento climatico.

Tra le relazioni regionali incluse nel rapporto della FAO Fire management global assessment 2006 (Gestione degli incendi- Valutazione mondiale 2006) vi sono quella con i dati dal Nord America,
dove gli studiosi prevedono che a causa del cambiamento climatico la loro incidenza e la gravità siano destinate ad aumentare.

Anche nella regione mediterranea le previsioni non sono incoraggianti, l’aumento delle temperature e le minori piogge estive faranno con tutta probabilità aumentare gli incendi.
Tra gli effetti negativi la relazione dal Sudest asiatico evidenzia come l’uso ricorrente del fuoco a fini agricoli generi emissioni che hanno conseguenze molto serie sulla salute umana e
sull’ambiente.

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