Milano – Il Consiglio della Federazione lombarda di Confindustria, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede milanese in Via Larga 4, ha espresso al presidente della
Regione Lombardia, Roberto Formigoni, “grande apprezzamento” per le misure anticrisi varate dalla giunta regionale.

“Uscire da questa situazione difficile – ha detto Formigoni – è possibile. E’ però quanto mai necessario tornare ad un sano realismo che spinga tutto il sistema nel suo
complesso a mettersi in discussione”.

“Contemporaneamente – ha aggiunto il presidente lombardo – bisogna ripensare le regole: si tratta cioè di capire dove e perché un certo modello di mercato non ha retto e
di sanare la tragica divergenza tra le illusioni di una finanza speculativa e la realtà di un’economia che produce”.

La strada che Formigoni ha tracciato come vincente è quella di riunire, concentrandoli, gli sforzi. E questo è il percorso che Regione Lombardia ha seguito per varare quel
“pacchetto anticrisi”, già approvato da tutto il “Patto per lo Sviluppo”, che sta già riscuotendo ampi consensi.

A favore delle imprese il governo regionale garantisce crediti per 3 miliardi di euro, cui affianca 1 miliardo di euro di finanziamenti diretti per l’ innovazione,
l’internazionalizzazione, servizi al commercio, a cui si aggiungono interventi a favore di quelle che vantano crediti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.

“Il nostro impegno però – ha spiegato Formigoni – non si limita solo al mondo produttivo. Per questo, proprio poche settimane fa, abbiamo stanziato ulteriori 20 milioni a
sostegno delle famiglie maggiormente in difficoltà”.

“Usciremo dalla crisi tanto prima – ha concluso Formigoni – quanto più condivideremo le responsabilità con il goveno nazionale e coordineremo le politiche anche a livello
europeo.

Quindi, per non restare inermi di fronte al presente e tornare ad avere fiducia nel futuro è necessaria dunque una capacità nuova di accompagnare i processi secondo una
nuova visione, in cui le istituzioni sono chiamate a rispondere alle esigenze che emergono dalla società, anche con il pieno coinvolgimento di chi vive quotidianamente la sfida
dello sviluppo”. (Ln)