Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici dicono no a qualsiasi ipotesi “d’inciucio” sull’Articolo 2 del ddl 1644 (terza lenzuolata Bersani) che permette
la dispensazione dei farmaci con obbligo di ricetta in esercizi diversi dalle farmacie.

In particolare le due Associazioni esprimono netto dissenso avverso l’emendamento presentato da alcuni senatori che prevede l’istituzione di una sorta di pianta organica per le nuove
parafarmacie e una sanatoria per quelle già aperte.
L’attuale legislazione – dicono i liberi farmacisti – è già complicata, non si vede il motivo per cui bisogna appesantirla con norme inutili e che finirebbero per creare nuovi
privilegi.
Parere invece positivo per l’emendamento che prevede l’estensione dei controlli previsti per le farmacie anche agli esercizi di vicinato (parafarmacie).

L’articolo 2 del disegno di legge in discussione al Senato – continuano i professionisti – è utile non solo ai farmacisti non titolari e ai consumatori, ma paradossalmente tutela anche i
titolari di farmacia rendendo difendibile l’attuale sistema che regola la titolarità delle farmacie di fronte alle istituzioni europee.
Questo perché con tale provvedimento – spiegano i dirigenti MNLF e FEF – sarebbe possibile rispondere ai rilievi posti dalla Corte di Giustizia di Bruxelles sulla titolarità delle
farmacie.
Il Governo italiano potrebbe far fronte alla richiesta di estendere la titolarità delle farmacie anche a soggetti giuridici non laureati prevedendo due sistemi diversi: uno riservato
alle farmacie che sono in rapporto di convenzione con il S.S.N. la cui titolarità sarebbe riservata ai soli farmacisti, l’altro dedicato alle farmacie non convenzionate in cui è
già previsto dal primo decreto Bersani che anche un non laureato possa esserne titolare.
I farmacisti ricordano quanto successo in Portogallo pochi giorni fa ove il Governo ha deciso di togliere l’esclusiva della titolarità ai farmacisti.

In entrambi i casi MNLF e FEF prevedono la presenza obbligatoria del farmacista nella dispensazione del farmaco e criticano i tentativi “suggeriti” dai titolari di farmacia di togliere
l’obbligatorietà della presenza del farmacista in quegli esercizi ove si dispensano SOP e OTC.
Le due Associazioni si dicono perplesse sul fatto che non si sia avuto il coraggio di presentare l’emendamento stimolato che avrebbe consentito lo sconto anche per i farmaci di fasci C con
obbligo di ricetta.

I liberi farmacisti concludono appellandosi ai senatori perché approvino l’articolo senza mutamenti di sostanza, un provvedimento sostenuto dalle principali Associazioni dei consumatori.