Mondiali 2014, pesce, pollo e frutta: questa la dieta italiana

nazionale italiana

Fisico ma anche mente e gusto: “Per noi e’ fondamentale varietà e qualità, senza rinunciare al gusto: e’ finita l’epoca in cui gli atleti erano costretti ad un’alimentazione monotona e proponiamo sempre diverse alternative per favorire le preferenze individuali dei calciatori.

Proprio per garantire che tutto ciò che riguarda l’alimentazione funzioni al meglio, il nostro staff comprende figure importanti come il cuoco e due nutrizioniste”.

Allora, al primo posto il pollo: 16 kg a settimana, con una media di 3-4 volte, con porzioni di 150 grammi.

Come spiega Gatteschi, le carni bianche come il pollo (ma anche il tacchino, altro privilegiato di Casa Italia) forniscono alti livelli di lisina, istidina e arginina, oltre che di amminoacidi ramificati (valina, leucina e isoleucina). Di contro, hanno un basso livello di grassi (da 1 a 6 grammi per 100 grammi di prodotto, a seconda delle parti utilizzate) e colesterolo (50-60 mg/100 g).

Altrettanto importante la frutta, presente in entrambi i pasti principali della giornata. I giocatori potranno scegliere tra frutti di bosco, fragole, lamponi, kiwi ed ananas, nutrienti e privi di problemi di digestione.

Promossa anche la verdura, ma con attenzione: portatrice di acqua e fibre, può ostacolare la digestione. Perciò, a pranzo dosi ridotte (250/300 grammi al massimo, l’equivalente di un piatto fondo), a cena si può abbondare. Menzione anche per il pesce: fonte di nutrienti importanti, leggero e facile da digerire, anche perchè spesso preparato al cartoccio od al forno.

Ma la tavola è anche piacere  e gusto: così, i cuochi della Nazionale hanno in programma piatti tipici come spaghetti aglio, olio e peperoncino, straccetti al vino, pollo arrosto e parmigiana al ragù.

Infine, la dieta della nazionale cambierà a seconda degli impegni del giorno.

Così, ricorda Gatteschi, nei giorni d’allenamento si sceglieranno piatti semplici e digeribili: pasta o riso con condimenti leggeri, carni bianche, poca verdura.

Nei giorni di partita, il menu diviene più rigido: se si gioca alle 21, si pranza intorno alle 13 con un primo di pasta (al pomodoro, con olio o verdure) oppure un riso integrale. Viene ridotto il consumo di verdure che rallenterebbero la digestione, e proposti secondi digeribili e leggeri, con pochi grassi, come carni bianche (petto di pollo o scaloppine) oppure pesce, preparato in modo semplice, come un branzino al forno. Tre ore prima della partita proponiamo una merenda leggera, composta da carboidrati (in varie forme) e proteine”.

Quando poi l’arbitro fischia, le scelte sono due: “Se c’è la possibilità si rientra velocemente in albergo per servire la cena, mentre laddove invece non sia possibile, è necessario fare uno snack negli spogliatoi, come un’insalata fredda di pasta, per non far passare più di un’ora, un’ora e trenta al massimo, dal dispendio energico post partita”.

Matteo Clerici

 

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