Montecitorio: un menù vegetariano per sostenere il diritto di scelta alimentare

Montecitorio: un menù vegetariano per sostenere il diritto di scelta alimentare

Una serie di piatti, preparati secondo le regole della dieta vegetariana, per promuovere una proposta di legge.

Oggi, i deputati della Camera si sono trovati di fronte piatti inusuali come carpaccio d’anguria, crostini di melanzana e bavarese di mele e lamponi.
E, come detto, non è un’iniziativa casuale: tale menù (preparato da Piero Leeman, chef del “Gioia” di Milano) è infatti il cavallo di Troia che deve promuovere una legge (i
cui primi firmatari sono Andrea Sarubbi del PD e Gabriella Giammanco del PDL) per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana.

L’obiettivo di tale provvedimento, come spiega il presidente della LAV Gianluca Felicetti è “Garantire il diritto alla scelta vegetariana in tutti i luoghi pubblici, convenzionati e
privati” a partire dalle mense, anche scolastiche per “non relegare chi non ama la carne a dover scegliere sempre il solito contorno”.

Di base la legge prevede che sia obbligatoria la presenza di “Almeno un’opzione vegetariana e una vegana in alternativa alle pietanze contenenti prodotti o ingredienti animali previste nel menu
convenzionale” e fissa determinati paletti per le pietanze alternative. Queste non dovranno contenere nemmeno gli ingredienti di origine animale utilizzati per la preparazione e non
identificabili organoletticamente. E le uova presenti nelle preparazione vegetariana devono provenire da galline allevate con metodo biologico o all’aperto.

E’ inoltre prevista l’introduzione dell’insegnamento di nozioni di nutrizione e gastronomia vegetariana e vegana nei programmi didattici degli istituti alberghieri. E gli studenti che per
professano etiche o religioni contrarie alla violenza sugli esseri viventi potranno sfruttare l’obiezione di coscienza e non seguire lezioni pratiche sugli alimenti animali.

A questo si accompagnerà un’azione dall’alto.

Il ministero della Salute ed il Ministero delle Politiche Agricole dovranno poi proporre almeno una volta all’anno campagne informative sui benefici della alimentazione vegetariana e vegana e a
favore del consumo di prodotti vegetali.

La proposta di legge prevede anche delle sanzioni ai trasgressori: multe da 3 a 18.000 Euro e nei casi più gravi e sospensione della licenza di esercizio per trenta giorni lavorativi,
con possibilità di inasprimento in caso di recidiva.

Oltre a consentire più scelta agli esseri umani, la potenziale legge ha anche l’obiettivo di migliorare la vita degli animali, diminuendo al massimo le loro sofferenze.

In Italia, ci sono circa 2 milioni i vegetariani e altri 2 milioni non amano mangiare carne prediligendo il pesce: si stima così che tale proposta di legge riguardi solo il 6% della
popolazione.

Matteo Clerici

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