Morte Biagi, Marrazzo: «scompare un modo di concepire il giornalismo e la vita»

Roma, 6 Novembre 2007 – Con la morte di Enzo Biagi se ne va un pezzo della nostra storia migliore, scompare un grande giornalista, protagonista di una carriera unica, durata circa
settanta anni. Una carriera che lo ha visto scrivere per tutti i più grandi quotidiani e per i più noti periodici, che lo ha stimolato alla pubblicazione di decine di libri e che
lo ha esaltato di fronte al grande pubblico televisivo.

Decenni di programmi giornalistici che hanno fatto la storia della Tv lo hanno infatti trasformato in uno dei volti e delle voci simbolo della Rai. Scompare soprattutto un uomo serio, da sempre
espressione di integrità morale, competenza professionale e alto senso civico. Con la sua morte viene inflitta una ferita profonda a un vero e proprio modo di concepire il giornalismo e
la vita, a uno stile inconfondibile che negli ultimi anni svettava nitido su un livello di confronto politico e su un concetto di informazione spettacolo che, a una persona come lui, dovevano
sembrare ogni giorno più estranei.

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