MOSSI 1558 cantina storica sui Colli Piacentini, ora dei Profumo

MOSSI 1558 cantina storica sui Colli Piacentini, ora dei Profumo

MOSSI 1558 cantina storica sui Colli Piacentini, ora dei Profumo

COLLI PIACENTINI – VAL TIDONE – LE VIGNE DEI MILANESI

ALLA SCOPERTA DI UNA CANTINA SEMPRE APERTA DAL 1558

Da anni la val Tidone è diventata una meta di “relax” per molti lombardi e piemontesi in cerca di un “buen ritiro”. Personaggi e personalità dell’arte, della politica, della cultura, della moda. La val Tidone è la prima valle dell’appennino emiliano, raggiungibile da Milano in neanche 60 km, sulla linea diretta per Lugano-Ginevra, vicino a Cremona, Novara, Brescia. Si arriva, o si esce dall’autostrada A21-E70 (Torino-Piacenza) chiamata “autostrada dei vini”, a Castel San Giovanni. Si punta verso sud e da Borgonovo val Tidone si inizia lentamente a risalire la valle costeggiando il torrente verso le colline dei castelli piacentini. Castelnuovo lungo la strada SPR412 è un castello già arroccato, ma anche Borgonovo ha una stupenda Rocca medioevale, con fossato e ristrutturata nel Rinascimento dopo tante battaglie già dall’epoca dei liberi comuni. Il percorso è lineare e comodo. A Strà è possibile mangiare i famosi tortelli con le code (2 code) e i pisarei e faso (piccoli) dalla signora Rina (€ 25-30 per un ottimo pranzo), l’Antica Osteria. Poco prima di Strà sulla destra un cartello indica Corano, altro castello medioevale privato e ben tenuto, e poi Albareto meta per arrivare alla cantina Mossi 1558  a testimoniare che già 400 anni fa qui si faceva il vino, lo si imbottigliava. Una tradizione continuata della famiglia Mossi , alla fine impersonata da Gigi Mossi, uomo di altri tempi, serio, alto, magro in giro per le vigne con il suo cane lupo, viticoltore appassionato di sperimentazione: a lui si deve sicuramente la rivalutazione, forse scoperta, di uno dei vitigni autoctoni e di selezione naturale (non artificiale) l’Ortrugo Doc, a ricordo che i contadini del luogo erano soliti chiamare quel bel grappolo spargolo di uva bianca…Otra-Uga che in un dialetto italianizzato vuol dire “l’altra uva”. Ma a Gigi Mossi si deve anche il primo vigneto impiantato di Malvasia di Candia Aromatica Rosa ottenuta per selezione da una mutazione genetica naturale di un ceppo di uva bianca, scoperta da papà Comolli e dal prof Mario Fregoni. Due stellette che sono per sempre. Forse anche queste storie hanno giocato sull’innamoramento di Marco Profumo e consorte Silvia Mandini, nuovi proprietari. Giovani, forti, giustamente orgogliosi e ambiziosi di questa storia, ma soprattutto di ridare slancio ai Colli Piacentini come era stato a cavallo gli anni ’80-’90 del secolo scorso, quando il Gutturnio dei Colli Piacentini era diventato il primo vino dei milanesi, a un costo elevato, principalmente vivace-frizzante, verso quella fine di Milano da Bere. Abbiamo assaggiato i vini della cantina Mossi, già con le etichette e la mano dei giovani Profumo, e siamo rimasti ben impressionati da un vino che ha sempre accesso dibattiti, confronti, tipologie differenti. Parliamo dell’uva Bonarda o Croatina o Bonarda che tanto si presta a diversi gusti amabili, secco, frizzante, vivace, spumante, riserva. Lo SFACCIATO 2017, è un Colli Piacentini Doc Bonarda, al 100% di uva rossa Croatina, versione tranquillo (fermo per gli amici in contrasto con “mosso” per i vini frizzanti) che è stato vinificato e affinato senza vedere il legno piccolo o grande, solo in una antica vasca di cemento ristrutturata e vetrificata con le moderne tecniche e il miglior vetro raffinato di piombo pesante, buona gradazione perché è leggermente superiore a 14% vol (un po’ eccessivo per i gusti di oggi soprattutto pe un vino fresco di un anno), una ottima acidità che gli consente di mantenere standard qualitativi alti anche per 3 anni, un residuo zuccherino che potremmo definire “extra brut o brut”. Colore rosso brillante luminoso ma rubino intenso; al naso ha delicati eterei profumi che ricordano le ciliegie e la mora rossa selvatica della siepe, un misto floreale bianco e di rosa canina; il gusto è pieno, sufficientemente vinoso con buon equilibrio tannico-morbido, ben armonizzato e caldo, con delicati toni eleganti di mora nera Peraga, piacevolmente adatto a tavola con carni rosse e per il famoso lesso piacentino senza salse e intingoli saporiti. Un piacevole finale etereo fresco invoglia un secondo assaggio. Punteggio 88/100          

 

Lasciata la Cantina, dopo aver conosciuto un angolo stoico della viticoltura piacentina, aver assaggiato e aver fatto i giusti acquisti, la val Tidone e Pianello ci riservano alte mete gustose. A Pianello è possibile prendere due strade diverse per conoscere il paesaggio culturale della Alta Valle Tidone e la gastronomia tipica e antica piacentina. Uno punta sul castello visitabile (€7 di ingresso; € 50 per persona a notte) di Rocca d’Olgisio dopo aver passato località Chiaroni, nota per la osteria e un grande salame Dop Piacentino di Emilio Oddi del Chiarone. A Pianello Val Tidone si acquista coppa e salame Dop Piacentini da Emilio Oddi (Salumificio Chiarone). Poco distante a Tassara si può pernottare in un relais-resort B&B in castello (pax/suite € 70/100) mentre a Montalbo di Ziano, altro castello,  c’è la locanda L’Oca d’Oro (€ 25/30) dove il menù parla di animali da cortile. Da Pianello, salendo lungo la SPR 412, si arriva al Passo Penice e al Brallo, una antica località sciistica di villeggiatura dove già si respira l’aria della Montagna, dove il panorama è ampio dal Monte Bianco alle cave di marmo di Botticino sopra Brescia.

Mossi 1558
Mossi aziende agricole
loc. Albareto 80

29010 Ziano Piacentino
Val Tidone – PC

tel 0523860201

fax 0523860158
[email protected]
www.mossi1558.com

 

 

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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