Mossi 1558, una storia piacentina lunga 460 anni

Mossi 1558, una storia piacentina lunga 460 anni

MOSSI 1558, FRA IERI E OGGI

COLLI PIACENTINI, TERRA DI GUTTURNIO E MALVASIA
MA L’ORTRUGO E ALCUNE STORY UNICHE HANNO PATRIA ANTICA NELL’AZIENDA MOSSI  

Giampietro Comolli:
Ero un giovane liceale (vendemmia 1967) quando mio padre una sera arrivò a casa con un grappolo di uva colore rosa. Rientrava dai suoi soliti contatti ambulanti con gli agricoltori della Val Nure insieme al prof Mario Fregoni.

Mario Fregoni e la Malvasia

Era un grappolo di Malvasia di Candia Aromatica, uva bianca d’origine come tutto il ceppo Zibibbo-Moscato, colto da un tralcio con grappoli mutati naturalmente di colore. La stessa pianta, due uve di colore diverso.

Fregoni iniziò una delle storie più belle della viticoltura moderna, senza interventi fisici esterni, seguendo le antiche regole della riproduzione da pianta a pianta, fino a selezione un clone stabile (fondamentale), pronto per essere coltivato.

Luigi Mossi fu il primo a impiantare un vigneto di Malvasia Rosa di Candia Aromatica da cui, annualmente, produceva un vino rosato armonico abboccato frizzante corposo.

Vino emblematico, una chicca di una nicchia, simbolo di come la passione della vigna, il valore della sperimentazione siano ancorate in questa azienda. Da qualche anno passata di mano -solo per età perché l’impegno a far vino buono è gravoso,  “fine corsa” come scherzosamente mi confidava l’amico Gigi- a due giovani imprenditori “rampanti”.

Silvia Mandini e Marco Profumo , Mossi 1558

Silvia Mandini e Marco Profumo, sono giovani sposi,  innamorati del paesaggio collinare, delle vigne ondulate sui crinali della val Tidone. La cantina Mossi ha origine da un Jo Francesco Mossi nel 1558. L’azienda si compone di diverse vigne, o cru come dicono i francesi, poste fra 250 e 300 di altitudine, in località Calcinare, Fornello, Case dei Piccioni e Vicobarone, ben esposte su terreni ideali.

Produce anche alcune etichette della tradizione antica piacentina, dall’aceto alla gelatina d’uva, le confetture di castagne, un delizioso succo di mele e un ricco miele millefiori.

Un altro vino, molto particolare, diverso dagli altri, è stato nel tempo valorizzato dall’amico Gigi, in esclusiva. E’ l’etichetta Braghette, ottenuto dall’uva Marsanne una rarità per il piacentino, importata agli inizi del secolo scorso dalla Francia meridionale ancora oggi coltivata insieme alla Rousanne dove produce grandi vini della Cote du Rhone. In Australia un vino simile è risultato il miglior vino 2017.

Mossi 1558 è una azienda all’avanguardia, tecnologicamente perfetta, ma improntata anche all’uso di vinificazioni tradizionali in botti di legno, piccole e grandi. Proprio come una volta, dove l’affinamento può incidere a gradi, intensi e delicati, particolarmente speziati ed eleganti.

Anche questa variabile tecnica, oltre alle vigne così diverse una dall’altra, compongono il marchio aziendale, diverso da altri. Le linee di prodotto sono ben definite, una gamma aperta e ampia, pronta a soddisfare le esigenze e le domande di tutti gli amici e dei clienti.

Luigi Mossi il papà dell’Ortrugo

Luigi Mossi

Anche l’horeca, di qualunque profilo e forma, può trovare l’etichetta giusta. Azienda notissima per i vini frizzanti e spumanti soprattutto improntata sull’Ortrugo di cui Luigi Mossi fu il precursore assoluto.

Posso chiamarlo con cognizione di causa “ il papà dell’Ortrugo”: un vitigno autoctono piacentino, di origine teutonica si racconta, scoperto per caso nelle vigne di Albareto e Seminò tanti anni fa. Poi valorizzato e diventato Doc nel 1986, a seguito della sperimentazione di anni svolta in cantina Mossi.

Altri vini aziendali sono i frizzanti Malvasia di Candia Aromatica, sia nella versione dolce che secca, poi la Barbera e la Bonarda amabile.  Fra i vini tranquilli lo Chardonnay, la Barbera, il Sauvignon, il Pinot Grigio.

Fra gli spumanti la Malvasia e l’Ortrugo in primis e il Violo, vino rosso.    Completano la gamma alcuni vini dolci da uve passite fra cui il Rosamata vino da dessert speciale ottenuto con il 100% di uve Malvasia Rosa, e una linea “di selezione” delle stesse uve ma raccolte da vigneti particolari.  L’estro del “mastro cantiniere” riesce a ottenere etichette di pregio, limitate, di grande spessore, difficili da trovare con obbligo quasi di prenotazione, come i Sassi di Luna, o il Gocce di Sole, o l’Infernotto.

Mossi 1558, botti

Oppure anche il Và del Morino Brut metodo tradizionale di lunga permanenza sui lieviti, e il Gutturnio tranquillo Vigna del Sole. Per chi vuole, anche etichette molto particolari, il Vinsanto Le Solane e la grappa Mastro Fabio. E’ una delle aziende che per prima ha gestito la “cantina aperta”, grande disponibilità ad accogliere tutti, un assaggio sempre pronto, soprattutto di Ortrugo frizzante o di Braghette.

Fa consegna diretta a casa di tutti. Apertura ad orari canonici, più anche la domenica in primavera, durante la vendemmia e per le feste di fine anno.

Albareto Piacentino, le vigne di Mossi 1558

Albareto si trova su un crinale di valle che scende, dalle colline di Ziano Piacentino, verso Borgonovo val Tidone, la valle più viticola di tutti i Colli Piacentini Doc. La cantina è proprio all’incrocio del villaggio. Qui tutto profuma di uva e di vino.

Mossi Aziende Agricole

Albareto, 80,
29010 Ziano Piacentino,
www.mossi1558.com ,
+390523860201

 

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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