La Cia, insieme alle associazioni d’impresa, ha presentato al Cespa (Consiglio economico per le politiche ambientali) un documento che richiede al “Comitato di revisione del Dlgs
152/06” e al ministero dell’Ambiente di chiarire con proprio atto l’inesistenza dell’obbligo di compilazione del Mud per le imprese iscritte all’Albo dei Gestori
Ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8 (trasporto dei rifiuti in conto proprio).Il ministero si è riservato di rispondere nel più breve tempo possibile.

In ogni caso, la Cia ha ribadito e continuerà a ribadire la propria contrarietà a che venga introdotto l’obbligo del Mud, per le imprese iscritte all’Albo secondo le
procedure semplificate previste per il trasporto in conto proprio.

Un obbligo di questo genere metterebbe le imprese in seria difficoltà e le esporrebbe al rischio di incorrere in dichiarazioni mendaci, non essendo fino ad ora tenute alla compilazione
dei registri di carico e scarico da cui poter ricavare i dati da comunicare.

La Cia, inoltre, ha sottolineato che l’iscrizione all’Albo con procedura semplificata o ordinaria, come paventato in alcune bozze di decreti correttivi del Dlgs 152/06, non sia
accettabile e si debba invece prevedere un’autorizzazione generale, che sarebbe in linea con le disposizioni comunitarie e che sottrarrebbe gli imprenditori non solo ad onerosi obblighi
burocratici, ma anche al rischio di incorrere in spiacevoli e gravose sanzioni amministrative e penali.

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