Mutui, ADUSBEF: se l’Euribor scende le banche aumentano lo spread

 

Le banche italiane continuano a mettere le mani nelle tasche dei consumatori e degli utenti, in assenza di doverosi controlli delle autorità vigilanti (specie di
Bankitalia) e di un Governo, particolarmente prono agli interessi dei banchieri,anche nel settore vitale dei prestiti ipotecari alle famiglie, conseguendo ingiusti vantaggi
speculativi su mutui a tassi più elevati almeno di uno 0,50 per cento rispetto alla media europea.

Se sono costrette a registrare, molto lentamente, la discesa del tasso Euribor a tre mesi, oggi arrivato al 2,69 per cento,per non intaccare i loro profitti le banche italiane,dopo aver
indotto 3,2 milioni di famiglie su 3,5 milioni ad indebitarsi a tasso variabile, manovrano a loro piacimento lo spread (il guadagno) che fino ad ottobre 2008 era arrivato ad una media
dello 0,80 per cento,ed in questi giorni ha superato la soglia dell’1,70 %.

Oltre ad aver eliminato dalla propria offerta i mutui più rischiosi,in particolare i mutui con durate superiori ai 25/30 anni ed i mutui erogati al 100%, nonostante gli inviti
delle banche centrali e delle varie autorità ad abbassare i tassi applicati con quelli di riferimento, la maggior parte degli istituti di credito non solo non ha ridotto a dovere
i tassi applicati, ma ha anche aumentato, in maniera molto consistente fino ad un raddoppio,gli spread applicati, annullando il vantaggio dei tassi in discesa.

Se gli istituti di credito adeguassero il costo del denaro,che è ancora troppo elevato rispetto alla media Ue, per tutti i mutui, fissati al tasso del 5,99% dalle banche italiane
contro una media del 5,20%,con una maggiorazione speculativa dello 0,79%, ci sarebbe un risparmio sulle rate da un minimo di 39 euro al mese (468 euro l’anno) fino a 100 euro
mensili, con un maggior onere di 1.200 euro l’anno.

Qualora le banche dovessero trasferire sui mutui variabili le decisioni della BCE abbattendo dello 0,75 per cento i tassi, i mutuatari avrebbero un ulteriore risparmio di 45 euro al
mese, ossia di 540 euro l’anno, senza dover ringraziare un Governo,che trova i fondi per approvare i decreti salvabanche, senza dare alcun tangibile aiuto alle famiglie ed alle
piccole e medie imprese letteralmente strozzate dalla restrizione del credito e dalla revoca dei fidi con un preavviso di 24 ore, più tutelate dalla Bce e dal mercato dei tassi,
che scenderanno sotto il 3,75%.

 

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