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Date: Thu, 27 Sep 2018
Subject: “OSSERVATORIO DEI DIRITTI IMMOBILIARI” promossa la costituzione da Universita’ degli Studi di Milano e da Assoedilizia –
In occasione del Seminario “La tutela costituzionale della proprietà immobiliare” all’Università degli Studi di Milano

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI E ASSOEDILIZIA ISTITUISCONO L’OSSERVATORIO DEI DIRITTI IMMOBILIARI

Al Convegno “La tutela costituzionale della proprietà immobiliare” svoltosi all’Università degli Studi di Milano, nel quale sono intervenuti alcuni dei maggiori esperti – docenti e legali – del settore, Marilisa D’Amico, professore ordinario di Diritto costituzionale organizzatrice dell’evento, ha annunciato la costituzione dell’Osservatorio dei Diritti Immobiliari che vedrà Assoedilizia e l’Università degli Studi di Milano lavorare in sinergia quali soggetti promotori, con il coinvolgimento di studiosi ed esperti del settore.

Commenta il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “ Sono convinto della necessita’ dell’Osservatorio dei diritti immobiliari, come istituzione pubblico/privata a presidio di questi diritti. Oggi e’ importante piu’ che mai avere luoghi nei quali portare a sintesi le istanze dei mondi operativi sul piano economico e della cultura nonche’ di quelli accademici.

Si avverte la mancanza di un vero dibattito culturale all’interno dei processi formativi dei piu’ importanti passaggi amministrativi (vedi PGT) mentre si parla per mesi di fatti di cronaca (apertura dei Navigli).

Dipendera’ forse dalla debolezza della politica che ha abdicato al suo ruolo fondamentale, che e’ quello di dare l’impronta culturale all’azione amministrativa.”

Dopo il saluto di Gianroberto Villa, professore ordinario di Diritto privato e presidente del Collegio Didattico Interdipartimentale del Corso di laurea magistrale e in Giurisprudenza e del Corso di laurea in Scienze dei servizi giuridici,   si sono susseguite le documentate relazioni   dal notevole interesse scientifico della citata Marilisa D’Amico; di Stefania Leone, ricercatrice di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano; di Irene Pellizzone, ricercatrice di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano; di Lorenzo C. Platania, avvocato del Foro di Milano; di Cinzia Sala, avvocato del Foro di Milano.

Muovendo da un introduttivo ragionamento sull’antica connessione tra costituzione e proprietà, e sulla difficoltà con la quale il legislatore negli ultimi anni si è approcciato alla materia, con discipline sovente inadeguate e che hanno reso necessari successivi interventi correttivi, si è poi passati all’analisi delle decisioni della Corte europea dei diritti dell’Uomo.

Si è ormai consolidata, infatti, una importante giurisprudenza sull’art. 1 Prot. Add., che ha visto sovente direttamente interessata l’Italia, e che si è da ultimo arricchita di una decisione molto rilevante (G.I.E.M. e altri c. Italia, 2018) in materia di confisca.

Quindi si è ragionato  sul rilevante tema degli effetti della tassazione immobiliare, con un excursus sulla giurisprudenza costituzionale più rilevante in materia e, in particolare, con l’analisi di una decisione della Corte costituzionale (sentenza n. 249 del 2017) relativa alla disciplina sul riclassamento degli estimi catastali.

Infine, si è affrontato, da un punto di vista costituzionale, l’importante tema delle vendite giudiziarie, analizzato sia in chiave generale con un ragionamento sulle problematiche urbanistiche dei cespiti oggetto di esecuzione forzata o procedura concorsuale, sia da un punto di vista processuale e con attenzione anche alle prassi giudiziarie operanti in alcuni Tribunali.

Il convegno si è infine concluso con una riflessione sugli effetti potenzialmente discriminatori, in riferimento ai diritti della proprietà immobiliare, che possono derivare non già tanto dalla legge, quanto dalle modalità attuative rimesse alla pubblica amministrazione.

Colombo Clerici ha svolto la relazione conclusiva:   “Parlando della tutela costituzionale di un diritto – ha detto – oggi dobbiamo considerare, non solo il contenuto delle leggi, ma spesse volte l’azione o l’inazione della Pubblica Amministrazione che generano prassi o seguono politiche dannose per il cittadino.

Le cause di tale fenomeno sono molteplici, ma sono riconducibili, alla fin fine, ad una sostanziale disfunzione della Pubblica Amministrazione.

E’ vero: c’e’ la crisi economica al fondo. I bisogni aumentano e le risorse,  soprattutto quelle finanziarie, diminuiscono. Ma i difetti aumentano:
la corruzione e’ pervasiva, le leggi proliferano, il trinceramento dell’investitore straniero, che concorre da una posizione di forza, e’ in agguato. Concause tutte dell’incertezza del diritto.

Se, come sosteneva Pericle nel 431 a.Ch., la democrazia e’ isonomia, cioè uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, c’e’ da chiedersi se oggi possiamo dire che in Italia tutti sono uguali davanti alle leggi ?
Alle singole leggi lo sono certamente: esiste il presidio della “Consulta”. Ma davanti alle prassi? Alle politiche? Alle azioni o alle inazioni della P.A. ?

Rimanendo nel campo della tutela del diritto di proprieta’ immobiliare, se vogliamo qualche esempio, pensiamo alle occupazioni abusive di immobili: solo ora dopo decenni di immobilismo pubblico si vede uno spiraglio, soprattutto dopo il Decreto Sicurezza del 24 settembre 2018, che inasprisce le pene e potenzia gli strumenti investigativi.

Pensiamo all’obbligo posto a carico dei proprietari di aree di rispondere della pulizia delle stesse. L’Amministrazione non e’ in grado di impedire lo scarico abusivo di rifiuti da parte di terzi, ed al contempo impone al proprietario, (danneggiato dall’azione altrui, ed impedito dall’ordinamento giuridico a farsi giustizia da se’) di provvedere alla pulizia del terreno.

Pensiamo al complesso caso del PGT di Milano ed  alla questione dell’ Imu sui diritti edificatori. E’ forse costituzionale tassare il valore patrimoniale di alcune aree urbane, quando la realizzabilita’, sul piano economico/monetario, di quel valore non dipende dalla volonta’ del contribuente ?

Prima, a fronte dei vincoli di inedificabilita’ c’era la perdita del valore del bene. Ma almeno non si pagava l’IMU. Ora c’e’ una edificabilita’ teorica, ma non mi posso attivare per realizzarla: ed in compenso pago l’Imu.

Il Comune di Milano, non ha istituito quella Borsa dei diritti edificatori, preannunciata dalla  Giunta Moratti, che costituirebbe la via di uscita del problema, sul piano delle regole di mercato.

Ma viceversa procede ad acquisizioni in proprio  delle aree, contro il rilascio di certificati attestanti il possesso di diritti volumetrici cedibili. Da un lato impone il vincolo, preme con la tassazione Imu, e d’altro lato acquisisce alla mano pubblica le aree cosiddette a pertinenza indiretta.

Una serie di atti in se’ legittimi, il cui effetto complessivo puo’ risultare distorto e distorcente.

Pensiamo a quanti danni produca la disfunzione del sistema delle vendite giudiziali immobiliari. Procedure, lente, complesse, poco trasparenti, che approdano a ‘realizzi’ non aderenti ai valori di mercato ( tanto che l’Abi prima e la Banca d’Italia piu’ recentemente hanno pubblicato documenti in merito) danneggiano una serie di soggetti: il debitore, che rimane tale nonostante la perdita del bene concesso in garanzia; le banche, sul piano del meccanismo degli n.p.l. il cui rating e’ influenzato negativamente da un inefficiente sistema di recupero credito; l’intera societa’ italiana, i cui problemi di finanziamento delle abitazioni vengono sostanzialmente aggravati; il mercato immobiliare, per via degli elementi di squilibrio che vengono introdotti dalla compresenza di un parallelo e anomalo ‘circuito commerciale’”.

Foto:

– Achille Colombo Clerici, Bruna Vanoli Gabardi, Gianroberto Villa, Marilisa D’ Amico

 

Fontye: Assoedilizia per Newsfood.com