Nessie fotografato da Google Earth

Nessie fotografato da Google Earth

Nessie, la misteriosa creatura abitante il Loch Ness, Scozia, è stato ripreso da Google Earth.

A dirlo, Jason Cooke, 25 addetto alla sicurezza di Nottingham, che ha poi diffuso la notizia tramite alcuni periodici inglesi (come il “Telegraph” ed il “Sun”). Il giovane si è collegato
ad Internet poi ha usato Google Earth. Al grado di latitudine 57°12’52.13″N e quello di longitudine 4°34’14.16″ W, Jason ha visto spuntare alcune macchie, di 20 metri. “Non potevo
crederci. Corrisponde fedelmente alla descrizione di Nessie”, spiega Jason.

Ovviamente, le immagini del Web sono al vaglio di “fedeli” e scettici.

Adrian Shine, del “Loch Ness Project” dimostra cauto ottimismo: “E’ veramente sbalorditivo dobbiamo però analizzarlo più precisamente”. Più deciso Gary Campbell, capo del
fan club dedicato alla creatura marina: “Per troppo tempo non si hanno più avuto avvistamenti che potessero provare che Nessie e la sua famiglia siano in buona salute”.

Di qualunque sfumatura siano, i “fedeli” erano infatti rimasti a lungo con il fiato sospeso. Da tempo non si avevano notizie di Nessie e prole e qualcuno aveva iniziato a temere che
inquinamento e turismo avessero decretato la sua scomparsa.

Molto più decisi gli scettici: “Ci vuole molta fantasia per vedere in quella chiazza il mostro di Loch Ness. Più semplicemente si tratta di una barca la cui prua e poppa
rimbalzano sul lago”.

Che esista o meno, la creatura nota con il nome di Nessie è una presenza ricorrente nella storia delle Highlands della Gran Bretagna.

La “Vita di San Colombano”, del 7° Secolo d.C., descrive un incontro tra il santo ed un mostro marino responsabile della morte di un uomo: la creatura avevano tentato un nuovo attacco ma
era stata respinta dalle preghiere del religioso. Da quel momento, ad intervalli irregolari, si sono succeduti avvistamenti, fotografie e testimonianze più o meno credibili. Per alcuni,
Ciò testimonierebbe l’esistenza di una o più creature (simili agli antichi dinosauri marini detti plesiosauri), il cui rappresentante più illustre. Per altri “Nessie”
è solo il frutto della suggestione e della buona fede mal indirizzata (o del desiderio preciso di trasformare una piccola cittadina in un centro mondiale del turismo); nient’altro che un
prodotto del folklore medievale trapiantato nel mondo moderno.

Chissà che la questione non sia risolta allora da Google.

Matteo Clerici

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