Buitoni e gelati: sono i due filoni sui quali Nestlè Italiana ha intenzione di investire e con somme piuttosto cospicue. La notizia è stata ufficializzata al termine della
riunione del coordinamento nazionale a Milano, alla quale erano presenti – fra gli altri – Vincenzo Sgalla della Flai Cgil e Cristiano Alunni della rsu “Perugina”. La
cifra disponibile per l’investimento sarebbe di 8 milioni di euro, dei quali 5 e mezzo destinati proprio allo stabilimento Buitoni di Sansepolcro al fine di implementare le linee, rendere
più efficaci gli impianti, andare a ulteriori assunzioni e privilegiare nuove strategie di marketing. Sul capitolo gelati, il prodotto si chiama “Max Box Pops”, che ha
già riscosso un lusinghiero apprezzamento sul mercato europeo. A queste notizie, che non si possono certo definire negative, funge tuttavia da contrappeso la preoccupazione dei sindacati
per i risultati dell’attività Nestlè in ambito nazionale relativi al 2006 e inferiori a quelle che erano le previsioni: 7.7% contro l’11.6% a livello europeo e il
13.5% su scala mondiale, ottenendo quindi solo il 73% del premio. Una situazione che, a parere della componente sindacale, deriva proprio dalla crisi della Buitoni e dei gelati; e
l’investimento mirato sui due specifici segmenti industriali non è quindi casuale. Ovviamente, significa che si vuole potenziare la presenza della multinazionale nei due mercati,
anche se – la notizia trapela sempre da fonti sindacali – pare che questa somma verrà stanziata per un ulteriore potenziamento del comparto “forno”. Per essere
più precisi, il preannunciato investimento dovrebbe consistere nell’attivazione di una nuova linea di “buitost”, altro prodotto che va per la maggiore assieme al piatto
forte dello stabilimento biturgense, costituito dalle fette biscottate, che attraverso la diversificazione dei gusti e un’efficace operazione di marketing si sono conquistate da un bel
po’ di tempo le piazze italiane ed europee. Il problema resta sempre legato alla pasta secca, che stenta ancora a decollare nonostante sia in atto la concentrazione della produzione in
quelle tipologie che più di altre riescono a catturare i gusti del consumatore. Intanto, il prossimo passo è costituito dall’approvazione della piattaforma per il rinnovo
del contratto di lavoro; ecco perché gli stessi sindacati hanno chiesto a Nestlè di riaggiornare il tavolo di discussione, anche se temono che il management si trovi in
difficoltà nel trattare un business complesso. Di qui la loro preoccupazione

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