Dopo la fase «sperimentale» del Protocollo di Kyoto che «ha avviato la cooperazione ma non è riuscita a coinvolgere tutti i Paesi», ora deve partire «una
nuova fase che coinvolga tutto il mondo nella lotta ai cambiamenti climatici, altrimenti l’effetto rimane limitato». E’ l’auspicio del premier Romano Prodi, espresso ieri a New York dove
è intervenuto sulla questione del clima all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Parlando con i giornalisti, Prodi ha sottolineato che «per la prima volta in ambito Onu
l’ambiente viene discusso con questa dimensione e profondità, con un concordia che prima non c’era e con un nuovo orientamento, non ancora del governo degli Stati Uniti, ma di tanta
parte della società americana», dove si registra «un cambiamento cospicuo nelle politiche climatiche». Il cui merito, ha sottolineato Prodi, è dovuto per una
parte significativa all’impegno del governatore repubblicano della California, l’attore Arnold Schwarzenegger: «E’ stato lui l’elemento nuovo, con il suo cambiamento radicale di
posizione, e quindi è stato determinante». Il premier ha registrato dunque un nuovo approccio globale al problema del clima: «Al di là delle differenti interpretazioni
sull’impatto quantitativo dell’uomo e al di là delle querelle scientifiche, ora si è d’accordo sul fatto che l’azione non ha alternativa. Si è affermato il principio di
precauzione, coinvolgendo tutta l’umanità».

Concetti sottolineati anche dal ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio, che dichiara: «Questa cui stiamo partecipando è la
più grande iniziativa tematica delle Nazioni Unite, al più alto livello di rappresentanza, con una sostanziale unanimità», grazie all’impegno di Ban Ki-moon che ha
lanciato «un allarme realistico». Pecoraro ha sottolineato «il riconoscimento dello sforzo di molti Paesi, tra cui l’Italia» e ha posto il prossimo obiettivo per la
Conferenza di Bali, in programma a dicembre: «Serve subito un nuovo trattato post 2012», quando scadrà il Protocollo di Kyoto. «La decisione è quella di
intervenire subito e, al di là delle piccole differenze, c’è concordia sul fatto che la riconversione ecosostenibile è anche una grande opportunità di
sviluppo». L’Italia intanto conferma gli impegni presi in sede europea: «Manteniamo gli obblighi presi al vertice Ue, voglio mantenere l’impegno – ha assicurato Prodi -. Abbiamo
bisogno di uno sforzo forte perché partiamo da una situazione difficile: l’unica fonte rinnovabile italiana è l’energia idroelettrica che è arrivata quasi al massimo delle
sue capacità. Serve quindi uno sforzo nuovo non solo con incentivi alla domanda ma anche sull’offerta italiana di nuove tecnologie».