Nitrati e Ministri, Dario Stefàno: è una questione paradossale!

Nitrati e Ministri, Dario Stefàno: è una questione paradossale!

Scrive Stefàno: “…con lettera alle Regioni Clini ammette responsabilità del ministro Catania. Ora gli agricoltori rischiano di perdere i contributi comunitari”.
Mi chiedo: “nell’impresa privata (la piccola e media), ma anche nel calcio, chi sbaglia paga anche se la responsabilità è oggettiva per la carica del responsabile. In Politica e
nelle pubbliche istituzioni (anche nei sindacati), invece, più si sbaglia e più si fa carriera.

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Bari, 7 febbraio 2013
Una dichiarazione dell’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno, coordinatore Commissione Politiche agricole della Conferenza Stato-Regioni:

“Quella dei nitrati è una questione paradossale: ministri di un governo tecnico chiamati a dare risposta ai problemi dell’agricoltura e dell’Italia non riescono a fare di meglio che
creare nuovi problemi al sistema.

Oggi è il turno dei nitrati: oltre a guadagnare la ennesima figuraccia in Europa attraverso una Legge che non è stata accompagnata da una indispensabile azione di negoziato con la
Commissione, porteremo a casa una procedura di infrazione che prospetta all’Italia il pagamento di pesanti sanzioni ed il rischio concreto che i nostri agricoltori perdano i contributi
comunitari e, addirittura, debbano restituire quelli già incassati.

Ad ammettere questa ipotesi è il ministero per l’Ambiente con una nota indirizzata alla Conferenza delle Regioni, nella quale riconosce gli errori del governo in fase di adozione e
attuazione della norma e chiede oggi alle Regioni di intervenire in aiuto, prospettando la strada della elusione della disposizione scritta male ed approvata con il consenso del governo.

Ancora una volta le Regioni e gli agricoltori sono penalizzati da una politica autoreferenziale che ha rifiutato il confronto e che è stata condizionata quasi esclusivamente
dall’interesse personale di ministri tecnici che hanno cercato, e qualche volta ottenuto, candidature in Parlamento. E che nell’ultimo anno hanno dimenticato di seguire l’iter applicativo delle
disposizioni approvate con il loro consenso. Le Regioni più penalizzate sono l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte e la Lombardia per le quali, peraltro, vi era una deroga comunitaria
che la legge nazionale ha inspiegabilmente cancellato.

Al decreto sviluppo bis, condiviso dal Governo nazionale (Catania in primis), che tutto ha creato tranne che sviluppo e crescita, si aggiunge la nota del Ministero dell’Ambiente che, oltre a
prospettare la violazione delle norme, annulla la possibilità che le Regioni possano rivedere, nei tempi tecnici necessari e con le dovute valutazioni tecniche, i propri piani di azione
attraverso cui includere finalmente altre zone ad alta vulnerabilità, e condividere con altri soggetti potenzialmente interessati, come l’industria, il peso delle norme di
condizionalità.

Se questo è il risultato del lavoro dei tecnici è bene che la politica si riappropri subito della guida del Paese.”

Redazione Newsfood.com+WebTv

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