Nocciole: grassi “buoni” contro il colesterolo “cattivo”

Nocciole: grassi “buoni” contro il colesterolo “cattivo”

Da tempo, nutrizionisti ed addetti ai lavoro della tavola stanno compiendo la riabilitazione della frutta secca. L’alto contenuto di calorie, una volta peccato insuperabile, viene così
bilanciato dalla presenza di antiossidanti e grassi polinsaturi.

I cattivi di una volta vengono visti in una luce positiva: ad esempio, le nocciole sono ritenute in grado di stimolare l’equilibrio del colesterolo, facendo scendere quello cattivo (LDL) ed
aumentando quello buono.

Questo il verdetto di una ricerca dell’Università di Otago (sezione Dipartimento di nutrizione umana), diretta dal dottor Brown e pubblicata sul “Journal of Clinical Nutrition”.

La squadra diretta da Brown ha collaborato con 50 volontari, adulti con livelli di colesterolo mediamente elevati. A tali volontari è stata somministrata una dieta ad hoc: 30 grammi di
nocciole (in qualsiasi forma, intere o tritate) al giorno per periodi di 4 settimana con intervalli di due.

Dopodiché, i 50 sono stati sottoposti a test, che hanno provato come la frutta secca avesse provocato un calo del colesterolo LDL (-5% in media) ed un aumento di quello HDL (colesterolo
“buono).

Cambiamento positivo perché, ricordano gli esperti, la mutata situazione rende più resistenti alle malattie cardiovascolari.

FONTE: S L Tey, R C Brown, A W Chisholm, C M Delahunty, A R Gray and S M Williams, “Effects of different forms of hazelnuts on blood lipids and α-tocopherol concentrations in mildly
hypercholesterolemic individuals”, European Journal of Clinical Nutrition (2011) 65, 117-124; doi:10.1038/ejcn.2010.200; published online 29 September 2010

Matteo Clerici

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