Non esistono solo i Tartufi d’Alba e quelli di Acqualagna, tartufi e tartufai sono in tutta Italia. E l’olio al tartufo?

Non esistono solo i Tartufi d’Alba e quelli di Acqualagna, tartufi e tartufai sono in tutta Italia. E l’olio al tartufo?

Se non sbaglio, almeno l’80% della gente, pensa che i Tartufi ci siano solo ad Alba ed ad Acqualagna.
Forse dico un’eresia ma è probabile che l’80% di questi tartufi, spacciati come tali, provengano dalle altre regioni d’Italia, tartufi di ottima qualità ma “plebei”, senza il
blasone.

E poi ci sono tanti, tantissimi “tarocchi”, funghi ipogei di scarsa qualità che provengono dai vari paesi dell’est, dal Marocco (le cosiddette Terfezie) ed anche dalla Cina, acquistati
al prezzo delle patate dai grossisti e rivenduti come autentici Tuber Magnatum Pico, Tuber melanosporum, e simili… a prezzi da capogiro, dopo essere stati imbellettati con l’aroma al
petrolio.

Per non parlare dell’olio al Tartufo.
Ben pochi sanno che l’olio al tartufo in vendita in realtà non ha mai visto il tartufo naturale  ma al 99,99 % è addizionato con un aroma sintetico ricavato dal petrolio, il
bismetiltiometano.

I più “nobili” di questi oli aromatizzati al tartufo (ritenuti in regola dalla legge in vigore) possono anche riportare in etichetta la dicitura “al naturale” ed anche immagini di
tartufi che traggono in inganno gli ignari acquirenti. E’ sufficiente che contengano anche solo una infinitesima percentuale di “aroma naturale”, oltre all’immancabile aroma sintetico.

 
 
Ci scrive Michele Zampini, vicepresidente dell’associazione tartufai veronesi Baldo – Lessinia e ci invita a Caprino Veronese, nell’ambito della due giorni di festa della tradizionale
festa del tartufo, che si svolge ogni anno a fine estate.

Lì si parlerà di tartufi e per capire meglio riportiamo un resoconto di ciò che è stato fatto nell’edizione 2010, ricco di notizie sul mondo dei tartufi,
riprendendo testi e notizie dal sito della F.N.A.T.I., Federazione Nazionale delle Associazioni dei Tartufai Italiani.

(da nuke.fnati.it)
Sabato 30 agosto 2010 si è tenuto l’interessante Convegno di apertura della Festa del Tartufo del Montebaldo Veronese, organizzato dall’Ass. Tartufai di Caprino Veronese, col patrocinio di
numerose istituzioni ed enti, quali: Pro Loco e il Comune Caprino Veronese , Comunità Montana del Monte Baldo, Provincia e Università degli Studi di Verona.
Luogo del ritrovo: Chiesetta Palazzo Malaspina Nichesola, contornata da un parco con maestosi alberi secolari, tra i quali un enorme platano; si dice che un intero battaglione vi abbia trovato
riparo in occasione di un temporale.

Il convegno era intitolato “Il Mondo del Tartufo”; questo l’ordine del giorno:
Tartufi, cani e tartufai, titolo di un libro scritto da: Andrea Daprati, presentato dall’autore Normative per la raccolta dei tartufi a cura del dott. Michele Zampini.

Particolari proprietà del tartufo del Monte Baldo a cura del dott. Daniele Degl’innocenti dell’istituto di Anatomia Umana – Facoltà di Medicina e Chirurgia, dell’Università
di Verona, in collaborazione col Centro di
Ricerca Monte Baldo.
Dopo un breve saluto delle numerose autorità intervenute, apre i lavori Tiberio Mazzola presidente della Associazione Tartufai, il quale ringrazia le autorità e gli Enti che hanno
dato il loro contributo all’affermazione della manifestazione; manifestazione giunta ormai alla quarta edizione.

Desidera precisare in particolar modo che scopo della Festa del Tartufo, oltre alla promozione del tartufo locale, è quello di far conoscere e apprezzare al pubblico il vero e originale
sapore del tartufo naturale, cioè senza aggiunta di aromi sintetici derivati dal petrolio, in quanto ormai in tutti i ristoranti viene regolarmente propinato all’insaputa dei clienti, i
quali poi dicono di trovare il tartufo indigesto.

Annuncia l’inatteso arrivo del presidente di FNATI, (Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiani). Lo ringrazia per essere intervenuto e lo prega di fare un intervento a suo
piacimento.

Bruno Sabella aderisce prontamente all’invito; nota con piacere che la sala è gremita, cosa abbastanza inconsueta, in quanto i tartufai solitamente pensano quasi unicamente ad andare a
tartufi . Approfitta dell’occasione per presentare in anteprima il primo numero della rivista della FNATI, intitolata
“Il Tartufaio Italiano”.

Sottolinea che questo era il primo punto del suo programma triennale e si rallegra di averlo rispettato. Prosegue dicendo che l’Associazione Tartufai del Monte Baldo è citata numerose
volte sulla rivista, per le varie iniziative realizzate, trattandosi di una compagine intraprendente.
Aggiunge di aver anche pubblicato la bella poesia del Monte Baldo, composta in lingua veneta, chiude velocemente precisando che sulla prossima edizione della rivista ci sarà un articolo
molto competente, del Prof. Mario Ballarini, studioso dell’Università di Parma, dove si parla proprio del “Bismetiltiometano” falso aroma del tartufo, ripassa quindi la parola al
conduttore.

Il Dott. Degl’innocenti prega il presidente di salutargli il Prof. Ballarini, che dice di aver avuto occasione di conoscere, ricevendone assicurazione.

Andrea Daprati illustra brillantemente il proprio libro, che tratta dei vari aspetti legati alla ricerca e alla raccolta dei tartufi , arricchendo i competenti commenti con numerose e bellissime
immagini fotografi che proiettate su schermo. Il pubblico assiste quasi incantato, sommessamente e in religioso silenzio, all’interessante esposizione; alla fi ne riserva un fragoroso e
prolungato applauso all’autore, dimostrando il proprio gradimento.

Il Dott. Michele Zampini, oltre a parlare delle leggi, si sofferma particolarmente sui calendari di ricerca e raccolta dei tartufi , evidenziando con schemi esemplificativi quali e quante sono le
differenze fra i calendari delle varie regioni e province, non sempre motivate.

Il Dott. Daniele Degl’innocenti dice di aver eseguito analisi elettro chimiche sulle composizioni di due esemplari di tartufo, e che è risultato che fra i valori di certi elementi vi erano
sostanziali diversità.
E’ del parere che eseguendo prove più consistenti sui tartufi provenienti da varie zone, forse si potrebbe giungere a distinguerne la provenienza, valutandone le peculiari percentuali di
certe sostanze o elementi.

Quest’ultimo intervento costituisce probabilmente una delle poche novità nel campo della scienza riguardanti
il tartufo. Abbiamo pertanto incoraggiato il ricercatore a proseguire gli studi intrapresi, in quanto esiste la concreta necessità di giungere a stabilire la reale provenienza dei tartufi
, principalmente per tutelare il tartufo italiano.

Alle 19,30 vengono aperti gli stand gastronomici, tutti gestiti con opera di volontariato dai tartufai locali. Abbiamo apprezzato il ricco menu, che prevedeva tre primi: gnocchi, lasagne e
ravioli; due secondi: bocconcini di carne bianca e il carpaccio, il tutto condito da over dosi di ottimo Tartufo del Monte Baldo Veronese.

Dobbiamo sinceramente dire che non abbiamo mai assaggiato delle preparazioni tanto cariche di sapore e di profumo, sicuramente dovute alla buona qualità degli scorzoni di questa ricca
annata, ma probabilmente anche conditi con l’amore e l’impegno profuso dalle brave cuoche, che vi hanno messo tutto il loro cuore, apporto indispensabile per la buona riuscita di piatti
prelibati.

Il prezzo era veramente ridotto, proprio per dare a tutta la gente la possibilità di apprezzare il vero aroma del tartufo; infatti l’afflusso di pubblico è stato ininterrotto; alle
ore 24 c’era ancora gente in fila.
Anche l’abbinamento dei vini era azzeccato, principalmente venivano serviti ottimi vini locali dal gusto delicato quali: pinot e bardolino vinificato in rosè.
Alle 20,30 si è dato inizio alle danze, ai ritmi di una nota orchestra musicale.
L’iniziativa viene replicata anche il secondo fine settimana di settembre di ogni anno.

Caprino Veronese è un paese ricco di storia, si trova all’inizio della Val d’Adige, immerso fra gli ulivi, ai piedi dell’imponente Monte Baldo, massiccio calcareo che raggiunge oltre 2.200
metri di altitudine, ha un grosso piede che comprende tutta la sponda destra del Garda e confina con la Valle dell’Adige, piede che emana balsamici aromi e profumi emessi da una natura
incontaminata e dai tartufi che in numerose varietà si possono trovare sino ad un’altitudine di circa 1000 metri.

Oltre al nero pregiato T. melanosporum, sono presente gli scorzoni nelle due varietà T. aestivum e uncinatum, il T. brumale, il T. macrosporum e il T. borchii. Nella parte trentina vengono
trovate importanti quantità di T. mesentericum, il meno pregiato fra i tartufi ammessi al consumo.

Pare che il nero pregiato sia sempre più raro; gli alberi simbionti che producono maggiormente risultano essere i carpini neri ed i noccioli.
Desideriamo complimentarci con tutti gli attori della manifestazione, che hanno saputo organizzare questo interessante convegno e, che sono riusciti a richiamare un così folto pubblico,
proveniente da varie zone e anche numerosi turisti stranieri, che accorrono puntualmente ogni anno per degustare l’ormai famoso: “Tartufo del Monte Baldo Veronese”.

Quest’anno, cercheremo di esserci anche noi con la troupe TV di Newsfood.com, per registrare con le telecamere  l’evento ma anche per andare con i tartufai veronesi alla cerca ed
assaggiare i tartufi, quelli veri, senza il bismetiltiometano.

L’appuntamento è a Caprino Veronese il 3 e 4 settembre 2011.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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