Non solo vendemmia: questa è anche la stagione di raccogliere il luppolo!

Non solo vendemmia: questa è anche la stagione di raccogliere il luppolo!

Non solo vendemmia, in Piemonte questa è diventata anche la stagione della raccolta del luppolo. In quasi tutte le provincie, infatti, si annoverano coltivatori professionisti od hobbysti che si cimentano in questa coltura innovativa e particolare, molto distante dai tradizionali metodi di coltivazione delle più diffuse piante poliennali quali i vigneti ed i frutteti, con cui però molto ha in comune. E proprio quando la vendemmia incomincia ad entrare nel vivo, anche il luppolo richiede la massima attenzione per la raccolta dei delicatissimi e fragili fiori.

Interessante, in tal senso, l’esperienza di Massimo Prandi, enologo albese, ma anche titolare del Birrificio contadino Cascina Motta con sede a Sale. Prandi spiega: “Dopo un intenso anno di lavoro tra i campi di cereali, il luppoleto ed i vigneti, in questi giorni si gioca un momento fondamentale per la qualità della birra e del vino: i coni di luppolo, così come i grappolo, sono prossimi alla maturità. Ogni giorno che passa, le piante procedono a grandi passi verso la maturazione perfetta e dobbiamo essere estremamente pronti a procedere alla raccolta, differenziata per ogni varietà e tenendo conto anche delle previsioni metereologiche”.

La raccolta del luppolo, così come la vendemmia, è un lavoro lungo e meticoloso, in cui la possibilità di meccanizzazione è limitata e, comunque, l’intervento dell’uomo per la cernita è un valore fondamentale ed insostituibile per la qualità. Il luppoleto del Birrificio contadino Cascina Motta, che si estende su una superficie di oltre mezzo ettaro e con un numero complessivo di oltre 1200 piante, viene realizzata in parte manualmente ed in parte meccanicamente.

Massimo Prandi sottolinea “Il momento della raccolta del luppolo, per il nostro birrificio contadino, è solo una delle tante fasi di coltivazione, anche se è quella che ci dona la più grande gioia e soddisfazione. Dopo un interno anno di cure colturali, seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, procediamo ora alla fase più delicata. Le ultime varietà impiantate e quelle meno produttive sono raccolte manualmente, in modo da procedere da subito ad una meticolosa selezione dei coni. Per quelle che danno le maggiori rese abbiamo una piccola attrezzatura derivata da un vaglio per cereali, che ci permette di velocizzare le operazioni, ma l’occhio umano resta comunque fondamentale per le fasi di pulitura fine dalle foglie ed altri residui vegetali e per scartare i coni non perfetti.  Non appena accumulata una buona quantità di strobili, così si chiamano i fiori femminili del luppolo, procediamo all’essicazione forzata impiegando la nostra malteria artigianale, che consente di produrre grandi volumi di aria calda ed asciutta alla temperatura desiderata. Non più tardi di 48 ore dalla raccolta, completata l’essicazione, procediamo alla messa sottovuoto dei coni ed alla conservazione in cella frigorifera a 12°C, fino al momento dell’utilizzo in cotta”.

Così come per i vitigni, le varietà di luppolo sono moltissime: una ricchezza importantissima per l’impiego in trasformazione. Ogni birra, così come ogni vino, richiede, infatti, la giusta varietà per esprimere al meglio la complessità organolettica corrispondente allo stile brassicolo della tradizione. Prandi spiega“Basta pensare che le cultivar ospitate nel luppoleto del Birrificio contadino Cascina Motta sono 7, per capire quanto a livello internazionale è ampia la biodiversità varietale di questa coltura. La passione per l’ampelografia e per le differenze che esistono tra i vitigni è altrettanto coinvolgente per questa strana pianta rampicante. Ma non solo, la particolarità del luppolo è di richiedere un sistema di palatura ed orditura, in linea di principio, simile a quello del vigneto. Inoltre, anche la difesa fitosanitaria, gli aspetti della fertilizzazione e le cure colturali sono impegnative e simili per le due colture”.

Ricordiamo che il Birrificio contadino Cascina Motta si distingue dalle altre realtà agricole ed artigianale del nostro Paese per essere il primo e unico birrificio italiano a coltivare direttamente tutte le materie prime (orzo, luppoli ed altri cereali) necessarie per la brassatura, trasformandole completamente in azienda, compresa la maltazione dell’orzo.

Non resta allora che attendere alcune settimane per gustare la Birra contadina del Raccolto 2019 e verificare nei boccali l’eccellenza di una produzione 100% a filiera aziendale… in attesa di stappare i vini della medesima annata, il cui processo produttivo richiede un tempo decisamente più lungo ed un’attesa altrettanto ricca di emozione e curiosità.

Leggi Anche
Scrivi un commento