Tra i parenti più stretti del latte di mucca, il più conosciuto e il più consumato è senza dubbio il latte di capra, assai meno noto, il latte di asina: il Cnr ha
dimostrato come sia quello che più si avvicina al latte materno, non a caso, viene ben tollerato anche dai neonati e dagli allergici alle proteine del latte vaccino (chi non sopporta il
lattosio, però, non risolve il suo problema).

Negli ultimi tempi si è registrata un’impennata nella vendita del latte d’asina: oggi vengono venduti circa 700 mila litri di latte d’asina (che equivalgono al 10% della produzione di
latte di mucca) e ciò ha portato anche ad una maggiore salvaguardia degli asini (a rischio estinzione).
Gli ultimi dati relativi alla diffusione di latte d’asina sono stati resi noti nel corso di un recente convegno organizzato dalla Coldiretti e dal Consorzio Allevasini, con il patrocinio del
Senato e del Ministero della Salute.

Versatile e salutare – Oltre a fronteggiare con efficacia intolleranze e allergie, il latte di asina ha notevoli altre proprietà. È ricco di calcio, anzitutto, e ciò
lo rende molto utile per gli anziani che soffrono di osteoporosi e per le donne in menopausa. Ed è in generale un alimento molto salutare: pochi grassi, grandi concentrazioni di
polinsaturi e di lisozoma, un potente antibatterico e antivirale che ha anche la particolare proprietà di distendere la pelle (come ben sapeva Poppea, che amava farsi il bagno proprio
immersa nel latte d’asina per rendere morbida la pelle). Per questa ragione il latte d’asina è un elemento molto richiesto nell’industria cosmetica, che lo utilizza per produrre creme
idratanti, shampoo e saponi.
Il latte di asina è infine molto versatile anche in cucina: si possono realizzare ottimi yogurt, dolci a base di latte e budini e biscotti.
Lati negativi? Due soli. Anzitutto il prezzo decisamente fuori portata (un litro può toccare i 15 euro) e la difficile reperibilità (si trova solo in alcune farmacie).