Non vinca la finanza… e i risparmi non sono investimenti a rischio

Non vinca la finanza… e i risparmi non sono investimenti a rischio

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Date: Sat, 22 Jun 2019
Subject: QN IL GIORNO pag. 25 · 22-06-2019 «Non vinca la finanza» di Achille Colombo Clerici

QN IL GIORNO pag. 25 · 22-06-2019 «Non vinca la finanza» di Achille Colombo Clerici

Nel 2014 il nostro Paese ha accettato supinamente il bail in: il ministro Tria oggi dice che l’Italia era sotto ricatto, perche’ altrimenti si sarebbe diffusa l’idea di una generale difficolta’ nelle banche italiane e cio’ avrebbe portato a far saltare il sistema.

Fatto sta che al momento  i vari nostri governanti, che si sono succeduti nel periodo di formazione e di sottoscrizione di questa normativa europea, si rimpallano la responsabilita’ di averla fatta approvare .

La questione tuttavia non e’ questa, poiche’ non si tratta solo di andare a vedere chi ha apposta la firma all’atto, ma si tratta di mettere a fuoco anche chi ne ha creato le precondizioni; perche’, una volta innescato il meccanismo legislativo, e’ difficile poi tirarsi indietro.

Si tratta di una norma che impone, in caso di difficolta’ di un Istituto Bancario, il cosiddetto salvataggio interno.

Non piu’ interventi a mo’ di decreto Sindona ( peraltro, con questo meccanismo si e’ arricchito mezzo mondo alle spalle del nostro debito pubblico) o di aiuto di stato.

Al salvataggio delle banche in difficolta’ debbono esser chiamati, oltre gli azionisti, gli obbligazionisti ed i correntisti della banca, al di la’ di una soglia di 100mila euro.

Una misura che, in questi termini, non si trova ad esempio nel sistema bancario statunitense e che costituisce un grave handicap per l’operativita’ delle nostre banche.

Il presidente dell’ABI, Antonio  Patuelli, afferma che occorre modificare e correggere la regola del “bail in”, profondamente errata, che finisce per assimilare i risparmi, assistiti dalla tutela costituzionale prevista dall’art. 47 della nostra Carta, agli investimenti a rischio.

Ma il “bail in” non e’ che il tassello finale di un quadro di misure che hanno pesantemente penalizzato il sistema bancario italiano.
Basti pensare alla normativa sul trattamento degli Npl ( i non performing loans ) e sulla cosiddetta bad bank. Recentemente, nel corso di un dibattito organizzato da Letizia Moratti per UBI Banca, si e’ detto che il sistema bancario ha in questi ultimi anni perso ben 130 miliardi. Cui prodest ? A chi – e  come – si e’ trasferita questa ricchezza? E’ interessante andare a vederlo perche’ si ha finalmente l’idea del motivo per cui il premier Conte adesso sbotti: non vinca la finanza.

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