Per la prima volta il Garante per la Protezione dei dati personali ha disposto un provvedimento unitario che chiarisce i diritti di cui godono i lavoratori del settore privato durante
l’esercizio della professione ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 dicembre scorso.

Questo provvedimento, adottato in seguito alle richieste di associazioni sindacali, lavoratori e imprese e che riguarda datori di lavoro e dipendenti, è il primo di una serie di misure
che riguarderanno le diverse sfere di tutela della privacy dei vari soggetti.

In primo luogo il Garante ha disposto che il datore di lavoro possa trattare solo dati personali indispensabili per lo svolgimento dell’attività lavorativa, che ne informi il titolare e
che tali dati vengano protetti da eventuali divulgazioni da personale appositamente istruito allo scopo.

Le informazioni personali possono essere esposte sul tesserino identificativo, ma possono anche essere sostituite da un codice. In ogni caso il titolare dei dati deve esprimere consenso
affinché questi vengano trasmessi a terzi, pubblicati nella rete aziendale o su internet.

Una tutela ancora più severa è prevista per i dati sanitari, che devono essere conservati in fascicoli separati. In caso di assenza per malattia, sul certificato medico non deve
essere inserita la diagnosi, ma solo la durata dell’ affezione.

Infine i dati biometrici (che sono derivati dalle qualità fisiche o comportamentali del singolo lavoratore, come le impronte digitali) possono essere utilizzati solo in casi specifici e
non possono essere create banche dati centralizzate per la memorizzazione di tali informazioni. E’ invece consentita la creazione di sistemi che utilizzino smart card o apparecchi di analogo
funzionamento, che consentono di leggere le impronte digitali memorizzate, ma non contengono informazioni nominative sul lavoratore che ne è titolare.

Provvedimento generale 23 novembre 2006

Scarica il documento completo in formato .Pdf

Linee guida

Scarica il documento completo in formato .Pdf