Secondo il portavoce nazionale degli ecologisti democratici “il nucleare è definitivamente uscito di scena e non può essere in alcun modo una prospettiva da riaprire”.

“Che dire allora delle attuali 433 centrali nucleari nel mondo con l’obiettivo di arrivare a 1000 in poco tempo” – ribadisce il prof. Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia
medica dell’Istituto Tumori di Aviano e vice presidente di Galileo 2011.

“Che dire delle 104 centrali nucleari degli Stati Uniti e delle nuove che Obama ha autorizzato a costruire, o delle 58 centrali nucleari in Francia, delle 50 in Giappone, delle 33 in Russia,
delle 23 in Corea del Sud, delle 27 nel Regno Unito, delle 18 in Germania, delle 11 in Svezia, delle 5 centrali nucleari in Svizzera? Che dire del fatto che in Cina oltre alle attuali 16
centrali nucleari attive ce ne sono 26 in costruzione, 51 già pianificate e 120 proposte, per un totale di quasi 200 centrali entro il 2020? Perchè le associazioni nazionali dei
Verdi e Di Pietro non se la prendono con questi paesi che continuano, nonostante i loro anatemi, a costruire centrali nucleari? Perché non smettiamo di comprare l’energia dal nucleare
della Francia pagandola tra l’altro salatamente?

E perchè non ammettiamo che certe industrie lasciano l’Italia per altri paesi vicini, ad esempio la Slovenia, perchè l’energia costa molto meno proprio per la presenza di centrali
nucleari? In Giappone dopo Fukushima sono passati non mesi o anni ma ben 40 giorni e il nucleare è stato del tutto ripristinato nel paese. Infatti, la questione che spinge ad affidarsi
al nucleare non è soltanto per diminuire l’uso di combustibili fossili, noti cancerogeni, o ridurre il buco dell’ozono ma è soprattutto economica.

Quindi bene ha fatto il Ministro dello sviluppo economico Zanonato a pronunciare quelle “parole gravissime” secondo i Verdi e Di Pietro. Zanonato si è solo chiesto come mai i tedeschi,
gli svedesi, svizzeri, tra gli altri – che hanno la fama di distruttori dell’ambiente – si siano affidati al nucleare e non smettano di farlo per produrre quel fabbisogno di energia necessario
e che tutte le fonti alternative tanto strombazzate nel nostro paese non sono assolutamente in grado di soddisfare”.

Umberto Tirelli