Nuova strage di api in Italia

Nuova strage di api in Italia, dopo la scomparsa di metà delle popolazioni nel 2007, ora con la semina del mais appena iniziata nel Nord-ovest è ricominciata la moria di questi
preziosi insetti impollinatori, che oltre a patologie della specie e siccità, soffrono per la presenza di insetticidi nelle sementi utilizzate dagli agricoltori.

A lanciare l’allarme per il 2008 sono Legambiente e Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, che l’8 aprile hanno manifestato di fronte al ministero delle Politiche agricole a Roma
per chiedere al governo un monitoraggio sistematico dello stato degli allevamenti apistici e la sospensione degli insetticidi killer, aggiornando le procedure sul loro impatto ambientale.

L’Italia, spiegano le due associazioni in una nota congiunta, distribuisce nelle sue campagne ben il 33% della quantità totale di insetticidi utilizzati nell’intero territorio
comunitario (Eurostat 2007), a fronte di una superficie agricola utilizzata al di sotto del 10% del totale di quella europea. Intanto tra gli addetti al settore è partito un vero e
proprio esodo verso le colline e la montagna, nel tentativo di mettere in salvo gli apiari, dal 2000 alle prese con questi «neocotinoidi», veleni rilasciati dalle sementi nel
periodo di semina. Anche in dosi infinitesimali, spiegano le due associazioni, uccidono tutti gli insetti con cui entrano in contatto, fino a chilometri di distanza dai campi di semina. In
seguito alla manifestazione, il ministro Paolo De Castro ha ricevuto una delegazione di apicoltori delle associazioni professionali rappresentative del settore. Gli uffici ministeriali, ha
sottolineato, stanno acquisendo tutti gli elementi per individuare le iniziative più appropriate.

Il 18 aprile è previsto un nuovo incontro con le associazioni e le Regioni.

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