Roma, 22 Giugno 2007 – La Regione Valle d’Aosta e la FAO hanno firmato oggi un protocollo d’intesa per realizzare iniziative concrete e progetti comuni finalizzati a promuovere la
sicurezza alimentare, in particolare nelle zone di montagna.

Questo accordo nasce nell’ambito del Programma di Cooperazione Decentrata della FAO con vari paesi europei – fra cui l’Italia, la Francia e la Spagna – che prevede la mobilitazione di risorse
umane e finanziarie di regioni, province e comuni ed il loro sostegno ad iniziative volte a promuovere la sicurezza alimentare nel mondo. Sono sempre di più, infatti, le amministrazioni
cittadine, provinciali e regionali dei paesi sviluppati che destinano risorse del proprio budget allo sviluppo.

In Italia sono stati già firmati 10 accordi a vari livelli, in Francia otto ed in Spagna due, in tutto 18 progetti ancora operativi, per un budget complessivo di oltre 13 milioni di
dollari.

L’Italia è tra i principali sostenitori del Programma di Cooperazione Decentrata. Nell’ambito dell’accordo siglato nel settembre del 2002 con il Ministero degli Affari Esteri italiano,
la FAO ha avviato accordi e progetti con cinque regioni italiane (Toscana, Piemonte, Marche, Molise e Veneto), due province (Bolzano e Bologna) e quattro città (Roma, Milano, Reggio
Emilia e Firenze) per un totale di 5,2 milioni di dollari.

L’allargamento delle alleanze alle istituzioni locali è strategico secondo il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. La FAO agisce da catalizzatore, fornendo sostegno tecnico per
promuovere una partecipazione più ampia dei cittadini nell’impegno di sconfiggere la fame a livello mondiale.

Secondo Diouf, che saluta con molto favore questo nuovo accordo con una regione italiana, le autorità locali possono contribuire in modo determinante alla sfida di sconfiggere la
povertà e promuovere migliori condizioni di vita per le popolazioni montane.

Perché intervenire nelle regioni montane

Per chi vive nelle zone montane di un paese in via di sviluppo, può essere particolarmente arduo riuscire a sopravvivere ed avere accesso a servizi di base quali istruzione e
sanità. Territorio impervio, lontananza dai centri urbani, isolamento, alto costo dei trasporti, carenza di infrastrutture, sono tutti fattori che rendono difficile per queste
popolazioni avere accesso ai mercati e competere con sistemi produttivi con costi più bassi.

Il Programma FAO per i prodotti di montagna, sviluppato con fondi del governo francese nell’ambito della Partnership per le Montagne, e di recente con contributi del governo britannico ed
italiano, nel corso degli ultimi due anni ha identificato promettenti strategie che, puntando su alcuni prodotti tipici delle zone montane – caffè, piante aromatiche e medicinali,
zafferano, formaggi – potrebbero aprire interessanti opportunità e nicchie di mercato internazionale.

La collaborazione FAO/Valle d’Aosta

La collaborazione FAO/Valle d’Aosta inizierà con un progetto, al momento al vaglio, centrato sul miglioramento della catena produttiva dei prodotti caseari delle regioni montuose del
Maghreb. Il progetto mira a rafforzare le capacità delle associazioni di produttori ed a migliorare la qualità dei loro prodotti mediante attività di formazione
specifiche.

La Valle d’Aosta, regione montuosa per eccellenza, con solo il 2 per cento del proprio territorio destinato ad uso agricolo, ha accumulato un grande patrimonio di conoscenze ed esperienze nella
promozione di prodotti di montagna ad alto valore commerciale (particolarmente prodotti caseari) e questo know-how tecnico potrebbe servire da modello per l’individuazione e promozione di
prodotti con simili caratteristiche nei paesi in via di sviluppo.

Il Presidente della Regione Valle d’Aosta, Luciano Caveri, da sempre promotore e sostenitore dello sviluppo delle zone montane ha affermato di voler intraprendere e sviluppare con la FAO un
rapporto duraturo di cooperazione decentrata per realizzare iniziative destinate allo sviluppo sostenibile delle aree montane del mondo.

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