L’istituto federale per la valutazione di rischio (BfR), l’ente pubblico che si occupa di sicurezza alimentare in Germania, ha coinvolto i consumatori nella valutazione dei rischi e dei
benefici associati all’uso delle nanotecnologie, anche in campo alimentare, con un approccio innovativo. Il 20 novembre 2006, l’Istituto ha, infatti, organizzato una conferenza nazionale dei
consumatori sull’uso di queste nuove tecnologie in alimentazione, cosmetica e nel settore tessile. Nella conferenza i consumatori hanno potuto esprimere il loro voto in merito alle
nanotecnologie, dopo un percorso di formazione, durato diverse settimane, in cui hanno potuto dare uno sguardo attento alle applicazioni di queste nuove tecnologie nei settori d’interesse. In
particolare, i consumatori hanno formulato le domande nelle aree di interesse e hanno anche scelto loro gli esperti che avrebbero dovuto rispondere. Il voto, dopo una audizione pubblica,
è stato consegnato ai rappresentanti dei politici, delle associazioni e delle autorità come il risultato della conferenza, che è servita, soprattutto, per comprendere
meglio le opportunità e i rischi associati alle nanotecnologie.

Nel campo dell’alimentazione, in particolare, i consumatori hanno chiesto che la ricerca venga intrapresa negli ambiti realmente importanti per le nanotecnologie, come il trattamento dell’acqua
potabile, i controlli sui prodotti e le confezioni intelligenti. Inoltre, hanno chiesto anche che venga resa obbligatoria l’etichettatura per le nanotecnologie, in modo da avere una maggiore
libertà e informazione nella scelta dei prodotti e da evitare le frodi in commercio. Infine, i consumatori hanno sentito il bisogno di una procedura di approvazione per le sostanze usate
su scala “nano” negli alimenti e nei loro imballaggi. In questo contesto, le sostanze già approvate dovrebbero essere riesaminate, secondo i consumatori, se vengono utilizzate su scala
“nano” (come il diossido di silicio, il diossido di titanio, i silicati già approvati nell’alluminio).

** La novità del BfR sta, soprattutto, nell’approccio di coinvolgere i consumatori nella discussione sulla valutazione delle nuove tecnologie in campo alimentare, dove, generalmente,
essi sono esclusi, anche a livello europeo, in favore degli esperti scientifici.

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