Oceana esprime la propria soddisfazione per le operazioni effettuate nei giorni scorsi dalla Guardia Costiera italiana, con il coordinamento della centrale operativa del Comando Generale delle
Capitanerie di Porto, che l’11 maggio hanno portato all’individuazione e al sequestro in mare di oltre 25 chilometri di reti da posta derivanti illegali. L’azione di controllo
è stata realizzata nelle acque comprese fra la Sicilia, a nord delle Isole Eolie, e le coste della Calabria.

L’operazione avvalora una volta di più le denunce che Oceana sta portando avanti dal 2005, frutto delle campagne condotte nel Mediterraneo a bordo del catamarano di ricerca Oceana
Ranger nel corso delle spedizioni del 2005 e 2006. Nei due anni di campagna, Oceana è riuscita ad identificare, fotografare e filmare l’attività di 71 pescherecci con reti
da posta derivanti, sia in alto mare che in porto, e la detenzione di grandi quantità di reti, di lunghezza superiore ai 2,5 Km consentiti dalla legislazione comunitaria.

Oceana auspica che vengano compiuti tutti gli sforzi possibili per perseguire i responsabili, risalendo agli equipaggi dei pescherecci che hanno calato le reti abusive fra Sicilia e Calabria e
che non si abbassi la guardia nei porti italiani, con controlli a bordo dei pescherecci e non solo in alto mare. Oceana è fiduciosa che non cessino tali operazioni di controllo, come
sottolinea il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio che ha dichiarato: “è necessario mantenere sempre alto il livello di
vigilanza sulle nostre coste”.

Inoltre, Oceana considera che la non applicazione della legislazione da parte dei pescherecci debba avere come conseguenza la perdita definitiva della licenza di pesca. Del resto, è
stato lo stesso Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, a ribadire nei giorni scorsi, a proposito della pesca con reti derivanti illegali, “la tolleranza
zero verso irresponsabili e illecite pratiche”. Auspichiamo che gli sforzi delle autorità siano realmente effettivi e che vi sia la certezza che le reti derivanti illegali vengano
distrutte definitivamente.

“Oceana andrà avanti – ha dichiarato il biologo marino Xavier Pastor, direttore di Oceana per l’Europa – nel suo impegno di monitorare il Mar Mediterraneo,
perché la salvaguardia dei nostri mari e delle specie marine protette passa innanzitutto dalla lotta contro la pesca illegale”. Con tale obiettivo Oceana esprime la propria totale
contrarietà all’utilizzo delle reti da posta derivanti, tanto a quelle note come “spadare”, così come alle cosiddette “ferrettare”.

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