“Una proposta pericolosa per il nostro sistema vitivinicolo che deve essere necessariamente modificata”. E’ questa la prima reazione del presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni alla
presentazione da parte della Commissione europea di ipotesi di riforma dell’OCM vino.

“In questo anno di dibattito – ha detto il presidente Vecchioni – abbiamo più volte sottolineato come il comparto debba essere sostenuto con politiche di riorganizzazione dell’offerta e
con programmi di promozione, ma la Commissione non ha ascoltato le istanze dei nostri produttori”.

Le azioni proposte sono inefficaci rispetto alle problematiche della vitivinicoltura europea: innanzitutto un’ingente estirpazione, anche quando la superficie vitata comunitaria mostra un trend
in netta diminuzione (l’OIV ha stimato una riduzione delle superfici vitate comunitarie dal 2000 al 2006 di 200.000 ha).

La Commissione si preoccupa poi della sovrapproduzione di vino e del sostegno ai redditi dei viticoltori, ma contemporaneamente propone la liberalizzazione degli impianti, tramite la quale si
perderebbe il controllo della gestione del potenziale viticolo, con rischi di eccessiva crescita delle superfici e di una caduta del valore della produzione.

La proposta di riforma spinge ad una maggiore competitività sul mercato globale ed allo stesso tempo svilisce le tradizioni enologiche europee.

“Tutto ciò – ha commentato il presidente Vecchioni – è controproducente per il percorso di sostegno e valorizzazione del nostro sistema produttivo”.

“L’unica nota positiva – conclude Vecchioni – è il mantenimento del divieto di zuccheraggio: un principio fondamentale, per la tutela della vocazione produttiva italiana, che
andrà assolutamente difeso, in un negoziato che si presenta arduo”.

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