Serve una posizione nazionale forte e condivisa in difesa del settore, introducendo nel confronto elementi che hanno contribuito negli anni a consolidare le posizioni sul mercato, in risposta
alle aspettative dei consumatori. Elementi quali le tradizioni e le tecniche di vinificazione che accrescono la diversità e la qualità dei nostri prodotti. E’ quanto evidenzia la
Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al dibattito in sede Ue, appena iniziato, sulle proposte di riforma dell’Ocm vino.

Un confronto -avverte la Cia- che rischia, purtroppo, di partire tra scontri e polemiche. Con questo metodo e senza guardare al merito prevalgono gli interessi nazionali, regrediscono i valori
europei e l’agricoltura. E così una politica che molto ha contribuito a creare lo spirito europeo diventa terreno conflittuale a tutto discapito dei produttori.

Gli elementi di confronto più difficili -afferma la Cia- restano la questione dello zuccheraggio, la ripartizione dei fondi (che introduce un infelice principio per il quale tutti devono
avere qualcosa, altrimenti si è contrari), le proposte di revisione dell’etichettatura e la modalità di applicazione dell’estirpazione dei vigneti in previsione di processo di
liberalizzazione degli impianti.

In un tale difficile contesto, lo zuccheraggio, interessando una quota in percentuale inferiore al 13 per cento di prodotto, deve essere vietato nel rispetto -rimarca la Cia- del valore globale
delle produzioni vitivinicole europee. Dal canto suo, l’etichettatura costituisce un elemento qualificante per la nostra vitivinicoltura. Una sua banalizzazione rischia di far regredire il
patrimonio di credibilità del settore, penalizzando i consumatori.

D’altra parte, la Cia ricorda che il successo del vino italiano è legato a doppio filo con il territorio, con la tipicità, con la qualità. E in tale direzione devono
muoversi le politiche di sviluppo e di valorizzazione.

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