La National Farmers Union (NFU), l’organizzazione degli agricoltori statunitensi ha espresso grande preoccupazione per il permesso accordato dall’ Animal Plant and Health Inspection Service
(APHIS) alla Ventria Bioscience per la coltivazione in Kansas di riso geneticamente modificato ottenuto con geni umani, perché rappresenta un rischio per il sistema alimentare americano
. Lo rende noto la Coldiretti nell’evidenziare che si estende anche negli Stati Uniti l’opposizione ai cibi geneticamente modificati (Ogm).

L ‘allarme dell’organizzazione agricola statunitense (NFU) fa riferimento – ricorda la Coldiretti – all’approvazione da parte del dipartimento all’agricoltura degli Stati Uniti della
coltivazione di 1215 ettari di terreno nel Kansas (USA) dell’ultimo “cibo-Frankestein”, il riso con i geni umani, realizzato da una compagnia biotecnologica californiana denominata
Ventria . Secondo l’NFU non ci sono sufficienti garanzie di sicurezza mentre sono troppo elevati i rischi di contaminazione di altre colture e dei terreni vicini.

Una preoccupazione motivata – riferisce la Coldiretti – anche dalla pesante crisi che, secondo l’NFU, ha coinvolto gli agricoltori americani dopo la scoperta della diffusione di riso Ogm non
autorizzato che ha fatto crollare le esportazioni statunitensi in tutto il mondo. Il dietrofront americano deve far riflettere – continua la Coldiretti – sulla necessità di sospendere in
Italia tutte le procedure per l’avvio della sperimentazione all’aperto prevista dai protocolli tecnici per il rilascio nell’ambiente di Ogm, inviati dal Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali al Ministero dell’Ambiente, il giorno 8 maggio 2007 e che riguardano interventi di ingegneria genetica sui ulivi, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, agrumi,
kiwi e il mais .

La presenza di contaminazioni da Ogm in vino, olio e conserva di pomodoro – sostiene la Coldiretti – danneggerebbe l’immagine complessiva del Made in Italy alimentare e causerebbe danni
economici irrimediabili con oltre la metà degli stranieri (55 per cento) che eviterebbe gli alimenti interessati e con addirittura il 15 per cento che rifiuterebbe tutti i cibi nazionali
causando un danno stimato pari a 5,4 miliardi di euro per il solo calo delle esportazioni, secondo la Coldiretti elaborata sulla base dei risultati della ricerca Inran sull’impatto degli Ogm
sui consumatori esteri di alimenti Made in Italy.

La maggior parte degli stranieri (60 per cento) – rileva la Coldiretti – ritiene che l’introduzione di Ogm nell’agroalimentare italiano determinerebbe un peggioramento della sicurezza d’uso dei
prodotti alimentari italiani con un chiaro impatto sulla percezione della qualità e sull’immagine del prodotto alimentare italiano. E le preoccupazioni relative ai consumi – prosegue la
Coldiretti – riguardano anche i cittadini italiani che nella grande maggioranza dei casi (77 per cento) mostrano un atteggiamento sfavorevole verso l’utilizzo dell’ingegneria genetica nel
settore agro-alimentare.

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