Colorata manifestazione in piazza Montecitorio contro gli organismi geneticamente modificati nel piatto con pannocchie e verdure giganti geneticamente modificate insieme al meglio della
tradizione enogastronomia Made in Italy portati in piazza da agricoltori, ambientalisti e consumatori.

Un’iniziativa per dimostrare la contrarietà al biotech nell’alimentazione che trova concordi tre italiani su quattro, secondo l’indagine Coldiretti Ispo sulle abitudini alimentari.
Insieme a un migliaio di giovani della Coldiretti venuti da tutta Italia e guidati dal Delegato del Movimento Giovanile della Coldiretti Donato Fanelli e dal presidente nazionale Coldiretti
Sergio Marini erano presenti rappresentanti di Legambiente, Aiab, Federconsumatori, Adusbef, Greenpeace, Uila Uil, Vas, insieme ad altri componenti della coalizione “Liberi da ogm”. La
richiesta comune quella di salvare il Made in Italy alimentare dalle contaminazioni biotech, dopo la decisione del Consiglio dei Ministri agricoli dell’Unione Europea di fissare
un’inaccettabile soglia di contaminazione dello 0,9 per cento nelle produzioni biologiche e la proposta del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro di protocolli per la
sperimentazioni biotech in pieno campo riguardo prodotti simbolo del Made in Italy come vino, olio, pomodoro e agrumi. Trasversale la partecipazione del mondo politico: dall’ex Ministro
dell’Agricoltura esponente di Alleanza nazionale Gianni Alemanno al presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci; esponenti della Margherita come Luca Marcora, ma anche il
Segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano, Angelo Bonelli dei Verdi e Paolo Scarpa Bonazza ex sottosegretario all’agricoltura di Forza Italia.

Dai manifestanti è venuta la richiesta illustrata dal presidente della Coldiretti Sergio Marini di “ritiro immediato dei protocolli per la sperimentazione ogm all’aperto per prodotti
come vino, olio, agrumi e pomodoro che inquinano le campagne italiane e l’urgente applicazione dell’etichettatura di origine obbligatoria per il biologico Made in Italy, per il quale deve
essere garantita la tolleranza zero nei confronti della contaminazione da biotech. Centinaia tra striscioni, cartelli, locandine issate dai giovani della Coldiretti e indirizzate ai
parlamentari e ai responsabili delle istituzioni davano il segno delle forti motivazioni della manifestazione di Piazza Montecitorio: “Salviamo il biologico e il tipico dall’ogm”, “No agli ogm,
tolleranza zero”, “No a frutta e verdura ogm”, “Blocchiamo gli ogm nell’olio e nel vino italiani”. I principali e più forti messaggi erano però rivolti direttamente al ministro
delle politiche agricole: “De Castro ritira i protocolli ogm che inquinano i vigneti e gli oliveti italiani”, “De Castro ferma gli ogm nel cibo italiano”, ma anche alcuni interrogativi
preoccupanti: “Una follia: ogm nei cibi biologici, ministro De Castro, ma con chi stai?” e “De Castro: chi boicotta l’etichetta Made in Italy per il biologico?”

Slogan, frasi piene di allarme e incitazioni a difendere un grande patrimonio economico e alimentare che rappresenta una ricchezza per l’Italia.

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