Con la contaminazione del biologico e dei piatti base della dieta mediterranea come vino, olio e pomodoro, che hanno garantito il successo del Made in Italy, si provocano perdite economiche
superiori ai 6 miliardi di euro per effetto del crollo nelle esportazioni e del calo nei consumi stimabile pari al 60 per cento per il solo biologico . E’ quanto stima la Coldiretti che insieme
alla Coalizione liberi da Ogm ha promosso una manifestazione in Piazza Montecitorio con centinaia di giovani agricoltori guidati dal Delegato del Movimento Giovanile della Coldiretti Donato
Fanelli e dal presidente nazionale Coldiretti Sergio Marini che chiede “il ritiro immediato dei protocolli per la sperimentazione ogm all’aperto per prodotti come vino, olio, agrumi e pomodoro
che inquinano le campagne italiane e l’urgente applicazione dell’etichettatura di origine obbligatoria per il biologico Made in Italy per il quale deve essere garantita la tolleranza zero nei
confronti della contaminazione da biotech”.

La Coldiretti chiede l’immediata sospensione di tutte le procedure per l’avvio della sperimentazione all’aperto prevista dai protocolli tecnici per il rilascio nell’ambiente di Ogm , inviati
dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al Ministero dell’Ambiente, il giorno 8 maggio 2007 e che riguardano interventi di ingegneria genetica su ulivi, vite, pomodoro,
melanzana, fragola, ciliegio, agrumi, kiwi e mais.

La presenza di contaminazioni da Ogm in vino, olio e conserva di pomodoro – sostiene la Coldiretti – danneggerebbe l’immagine complessiva del Made in Italy alimentare e causerebbe danni
economici irrimediabili con oltre la metà degli stranieri (55 per cento) che eviterebbe gli alimenti interessati e con addirittura il 15 per cento che rifiuterebbe tutti i cibi nazionali
causando un danno stimato pari a 5,4 miliardi di euro per il solo calo delle esportazioni, secondo una stima della Coldiretti elaborata sulla base dei risultati della ricerca Inran sull’impatto
degli Ogm sui consumatori esteri di alimenti Made in Italy. La maggior parte degli stranieri (60 per cento) – rileva la Coldiretti – ritiene che l’introduzione di Ogm nell’agroalimentare
italiano determinerebbe un peggioramento della sicurezza d’uso dei prodotti alimentari italiani con un chiaro impatto sulla percezione della qualità e sull’immagine del prodotto
alimentare italiano. E le preoccupazioni relative ai consumi – prosegue la Coldiretti – riguardano anche i cittadini nazionali: t re italiani su quattro (74 per cento) che esprimono la propria
opinione sono convinti che i prodotti contenenti Organismi Geneticamente Modificati (Ogm) non fanno bene alla salute secondo l’indagine Coldiretti Ispo sulle abitudini alimentari.

Nel 2006 – continua la Coldiretti – la crescita record in valore delle esportazioni del 6,5 per cento nel vino del 10 per cento nell’olio di oliva e del 3,6 per cento nei pomodori conservati
è stata ottenuta grazie alle garanzie di qualità e al legame con il territorio che gli organismi geneticamente modificati (Ogm) rischiano di compromettere.

La recente decisione del Consiglio dei Ministri agricoli europei con la fissazione di una soglia di contaminazione dello 0,9 per cento, nonostante la proposta di azzeramento del Parlamento
Europeo, è un duro colpo per il settore biologico italiano, che rischia, secondo una stima della Coldiretti, un crollo del 60 per cento nei consumi per una crisi di fiducia nei confronti
di alimenti scelti e pagati con un differenziale di prezzo proprio perché garantiscono sicurezza e naturalità nel metodo di produzione.

Per salvare il biologico italiano dalle contaminazioni è necessaria subito l’emanazione di un decreto legge di immediata attuazione che – sottolinea la Coldiretti – preveda tolleranza
zero nei confronti delle contaminazioni Ogm e l’immediata operatività del marchio di origine del biologico italiano e possa colmare così il ritardo del nostro Paese nei confronti
di Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca che hanno da tempo fatto questa scelta.

Dopo la grave sconfitta a livello comunitario subita dall’Italia, per evitare di favorire le lobby del biotech, occorre – precisa la Coldiretti – cogliere i margini di manovra presenti nella
legislazione comunitaria per introdurre norme tecniche che evitino la contaminazione del biologico italiano, ma anche rendere riconoscibili le specificità e le garanzie offerte dalla
produzione Made in Italy con il marchio nazionale.

Nel 2007 – riferisce la Coldiretti – sono aumentati del 10 per cento i consumi familiari di alimenti biologici con valori record per i prodotti per l’infanzia ( 51 per cento) e per riso e pasta
( 26 per cento), sulla base dei dati del panel Ismea-Ac Nielsen sui consumi domestici di prodotti biologici confezionati relativi al primo trimestre, rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno. I maggiori consumatori di prodotti biologici – precisa la Coldiretti – risiedono al Nord con il 73 per cento del totale degli acquisti , mentre il 19 per cento nel Centro e in Sardegna e
appena l’8 per cento al Sud e in Sicilia.

Il settore dei prodotti biologici in Italia realizza un fatturato complessivo stimato pari a 1 ,5 miliardi di euro. L’Italia, quarto produttore mondiale e primo nella UE, con un terzo delle
imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione , ha la responsabilità – continua la Coldiretti – di svolgere un ruolo di avanguardia a livello comunitario per
difendere il settore dai rischi concreti di perdita di credibilità e mercati. Peraltro, ha la leadership nel Vecchio Continente e aumenta del 12 per cento i terreni coltivati che
superano il milione di ettari ( 1.067.101,66 ettari ) e del 22 per cento il numero di imprese agricole coinvolte (49.859).

Secondo l’ Eurostat – conclude la Coldiretti – la superficie dedicata all’agricoltura biologica in Europa, nel 2005, rappresenta il 3,9%, pari a 6,1 milioni di ettari, del totale della
superficie agricola utilizzata dell’UE a 25. La maggior parte di questa si trova in Italia (1,1 milione di ettari, ovvero il 17% del totale del UE a 25) , seguita dalla Germania e dalla Spagna
(0,8 milione di ettari ciascuno, ovvero 13% del totale dell’UE a 25).

IL BIOLOGICO IN ITALIA IN CIFRE

Operatori di cui: 49.859
Produttori agricoli 44.733
Preparatori 4.537
Importatori 185
Superfici coltivate (in ettari) 1.067.102

Fonte: Elaborazione COLDIRETTI su dati Mipaaf

L’IDENTIKIT DEL CONSUMATORE BIOLOGICO

• Età compresa dai 30 ai 49 anni
• Laurea
• Lavoro dipendente
• Residenza nel nord est

Fonte: Indagine COLDIRETTI-ISPO sulle opinioni degli italiani sull’alimentazione

www.coldiretti.it