“Non capiamo che senso abbia chiamare tutti noi ogni 5 anni a votare per eleggere i parlamentari europei, se poi di quanto decidono non si tiene alcun conto”.

“Il parlamento europeo lo scorso marzo si era espresso con la massima chiarezza, chiedendo alla Commissione di fissare un limite massimo di contaminazione accidentale da OGM nei prodotti
biologici non superiore allo 0.1%, cioè la soglia di rilevabilità strumentale, contro lo 0.9% proposto dalla stessa Commissione. I risultati della votazione non davano certo adito
a dubbi: 585 voti a favore, 38 astensioni e soli 35 contrari”.

“Oggi il Consiglio dei ministri agricoli ha confermato la soglia dello 0.9% voluta dalla Commissione, non tenendo in alcuna considerazione le decisioni assunte con una maggioranza schiacciante
dal Parlamento, l’unico organo dell’Unione eletto direttamente dai cittadini e la massima espressione della democrazia nel continente”.

“Non siamo preoccupati per le conseguenze sull’integrità del sistema di produzione biologica, ma per l’assoluto disprezzo della società civile (di cui Parlamento si era fatto
portavoce) che hanno dimostrato i ministri dei diversi Paesi membri”.

L’Italia (rappresentata dal ministro De Castro), il Belgio, la Grecia, l’Ungheria e, inizialmente, la Polonia (che poi ha votato con la
maggioranza) si sono opposti al provvedimento, ma senza riuscire a coagulare una minoranza di blocco in grado di fermare il regolamento.

Ora nei prodotti biologici rimane vietato l’uso intenzionale di ingredienti che contengano OGM (quello biologico è l’unico comparto agro-alimentare europeo che ne prevede l’esclusione
per legge: nemmeno i prodotti DOP e IGP sono esenti da OGM, utilizzabili nei mangimi degli animali), ma se ne tollererà una presenza accidentale, dovuta a contaminazioni che la norma
definisce “tecnicamente inevitabili” nel limite massimo dello 0.9%.

“Non ha senso parlare di presenza “tecnicamente inevitabile”: a dimostrazione che è invece “del tutto evitabile” non mancano gli organismi accreditati che hanno sviluppato schemi di
certificazione per la garanzia “Ogm-free”.
La stessa lunga esperienza delle aziende biologiche italiane dimostra abbondantemente che anche nei settori più potenzialmente a rischio (soia e mais), nessun inquinamento è
“tecnicamente inevitabile”, tant’è che l’hanno sempre evitato, adottando ogni opportuna procedura per rispettare il proprio patto con il consumatore”.

“Non c’è ragione per cui ciò non accada anche dopo la sciagurata decisione dei ministri agricoli. I sempre più numerosi consumatori di prodotti biologici possono quindi
continuare ad attribuire la loro fiducia al sistema delle imprese biologiche italiane, che è ben determinato a continuare a garantire la massima trasparenza, sicurezza e ineccepibile
qualità dei suoi prodotti”.

Roberto Pinton

Segretario di AssoBio
associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici